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JOBS ACT/ Colli-Lanzi (Gi Group): così possiamo far "decollare" la riforma

Stefano Colli-Lanzi (foto dal web) Stefano Colli-Lanzi (foto dal web)

È vero e la ragione sta, a mio avviso, in una scorretta messa a fuoco della riforma: una riforma che ha voluto giustamente semplificare fortemente il catalogo dei contratti, eliminando quelli meno tutelanti. In questo contesto dare più ruolo alle agenzie del lavoro - ad esempio nella gestione della flessibilità con il contratto di somministrazione - può comportare nell’immediato un piccolo aggravio di costi per l’utilizzatore, ma i benefici dello sviluppo nel tempo di una reale ”flexicurity” basata sull’intervento intermediario andranno anche alle imprese.

 

In autunno il ministro del Lavoro è atteso al varco della flessibilità in uscita dei lavoratori più anziani. Le politiche attive del lavoro sono una risposta anche a questo dossier, a fianco dell’ingresso flessibile nel sistema previdenziale?

Credo che le agenzie del lavoro possano fare molto anche su questo versante. Che però si profila, per molti versi, la gestione di un’emergenza, di un riassestamento dell’economia e della società italiana. La priorità del Jobs Act rimane - e deve rimanere - la creazione di modalità strutturali di funzionamento del mercato del lavoro. 

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