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Lavoro

Riforma Pensioni 2015 / Fedriga (LN): dalle quote ai lavoratori precoci, così “demoliremo” la Legge Fornero

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Riteniamo che ci debbano essere più modi per poter andare in pensione. Da un lato la pensione di anzianità, basata sugli anni di contributi versati, dall’altra la pensione di vecchiaia per chi raggiunge l’età anagrafica per accedere alla prestazione previdenziale. In terzo luogo va previsto un sistema di quote, ovvero la somma dell’età anagrafica più quella contributiva, che può essere quota 95 o 96.

 

A quanti anni ritiene che si abbia diritto alla pensione di vecchiaia?

Su questo bisogna iniziare a distinguere tra lavori diversi. Chi sta dietro a una scrivania può restare per qualche anno in più rispetto a chi fa l’operaio in fabbrica o svolge lavori di fatica. Fatta questa premessa, prima della legge Fornero si aveva diritto alla pensione di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne. Se si vuole si può restare a 65 anni per gli uomini ed elevare l’età a 62 anni per le donne.

 

Che cosa proponete in particolare per le donne che hanno meno anni di contributi perché si sono occupate della famiglia?

Abbiamo presentato una proposta di legge, che illustreremo alla stampa a settembre. Proponiamo di assegnare dei contributi alle donne che lavorano in casa e assistono i figli, perché questo significa valorizzare la famiglia e generare un risparmio per lo Stato. Anche perché le donne che crescono dei figli svolgono un lavoro ben più faticoso di molti altri.

 

Quali altri punti sono contenuti nel vostro disegno di legge?

È una legge quadro per aiutare le famiglie che va dagli asili nido al quoziente familiare, con agevolazioni fiscali di diverso tipo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
27/08/2015 - la mistificazione su cui si basa la legge Fornero (Vincenzo Caputo)

La legge Fornero si basa su una precisa mistificazione: l'affermare, esplicitamente o implicitamente, che le pensioni devono essere pagate usando solo i contributi dei lavoratori. Nessuno, nè la Fornero nè i suoi complici, dice alla gente la verità, ovvero che la pensione al lavoratore dipendente deve essere composta anche da un contributo a carico dello Stato, così come avviene oggi, ad esempio, in Spagna, in Germania (nazione che ha reintrodotto la flessibilità in uscita a 63 anni nel 2014)e in Francia (nazione che prevede possibilità di uscita a 62 anni e anche prima. E' pura cialtroneria affermare che la flessibilità pensionistica in Italia danneggerebbe le generazioni future: sarebbero danneggiati solo gli interessi id coloro che finora hanno utilizzato le risorse costituite dal monte dei contributi pensionistici dei lavoratori dipendenti per deviarle su altri capitoli, deficitari, del bilancio dello Stato. Ma, come disse Abramo Lincoln, "Si può ingannare uno per sempre, ed anche molti, ma non si possono ingannare tutti per sempre".Il lurido disegno di sfruttamento schiavistico dei lavoratori dipendenti, che trova il suo inconfessato obiettivo finale nel prolungare a dismisura gli anni di lavoro fino a far si che, addirittura, la pensione infine percepita nei restanti anni di vita sia molto inferiore ai contributi versati, si legge tra le righe di ciò che ammise la Fornero l'anno scorso, quando rivelò che Letta le aveva fatto i complimenti per la sua legge...