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Lavoro

Riforma Pensioni 2015 / Fedriga (LN): dalle quote ai lavoratori precoci, così “demoliremo” la Legge Fornero

MASSIMILIANO FEDRIGA ci spiega come la Lega vuole demolire la riforma delle pensioni targata Fornero, sostenendo anche le donne e le famiglie, oltre che i lavoratori precoci

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“La Lega nord a settembre illustrerà i contenuti di una legge quadro sulla famiglia che prevede, tra l’altro, di assegnare i contributi previdenziali anche alle donne che anziché lavorare si occupano dell’educazione dei figli”. A rivelarlo è Massimiliano Fedriga, deputato della Lega nord e membro della commissione Lavoro della Camera. Il presidente della commissione, Cesare Damiano (Pd), ha proposto intanto la cosiddetta “Quota 41” per i lavoratori precoci. In pratica se la proposta sarà approvata, chi ha iniziato a lavorare molto giovane potrà andare in pensione con 41 anni di contributi, senza penalizzazioni e a prescindere dall’età.

Onorevole Fedriga, è d’accordo con “Quota 41” proposta da Damiano? Sì, sono d’accordo perché è una follia pensare che chi ha iniziato presto a lavorare, e quindi presumibilmente svolge mansioni di fatica, possa essere come un robot che lavora per 50 anni. Inoltre, c’erano degli accordi chiari, precedenti alla legge Fornero, che sono stati smentiti da quella riforma votata oltretutto anche dal Pd. Vedo dunque con favore qualsiasi proposta che vada a demolire, sia pure in parte, la riforma Fornero.  

La soluzione migliore è “Quota 41” o avete anche delle altre proposte? La nostra idea è reintrodurre la pensione di anzianità eliminata dalla legge Fornero. I 41 anni di contributi proposti da Damiano per noi comunque vanno benissimo. Io sono per introdurre anche le quote, cioè una somma di anni di contributi ed età anagrafica. Bisogna sicuramente ridurre anche la pensione di vecchiaia, che la riforma Fornero a regime porterà addirittura a 69 anni e nove mesi.

Nel vostro sistema di quote, quanti anni di contributi ritiene necessari per andare in pensione? I 40-42 anni di contributi con le finestre mobili, preesistenti alla legge Fornero, per noi andavano più che bene. Era una norma equa che garantiva i conti in ordine per la stessa previdenza Inps. Era quindi assolutamente corretta e corrispondente alla realtà dei fatti dei lavoratori, al contrario della legge Fornero la cui unica logica è generare risparmi per lo Stato.

Come possono coesistere il requisito dei 40-42 anni di contributi con le quote?


COMMENTI
27/08/2015 - la mistificazione su cui si basa la legge Fornero (Vincenzo Caputo)

La legge Fornero si basa su una precisa mistificazione: l'affermare, esplicitamente o implicitamente, che le pensioni devono essere pagate usando solo i contributi dei lavoratori. Nessuno, nè la Fornero nè i suoi complici, dice alla gente la verità, ovvero che la pensione al lavoratore dipendente deve essere composta anche da un contributo a carico dello Stato, così come avviene oggi, ad esempio, in Spagna, in Germania (nazione che ha reintrodotto la flessibilità in uscita a 63 anni nel 2014)e in Francia (nazione che prevede possibilità di uscita a 62 anni e anche prima. E' pura cialtroneria affermare che la flessibilità pensionistica in Italia danneggerebbe le generazioni future: sarebbero danneggiati solo gli interessi id coloro che finora hanno utilizzato le risorse costituite dal monte dei contributi pensionistici dei lavoratori dipendenti per deviarle su altri capitoli, deficitari, del bilancio dello Stato. Ma, come disse Abramo Lincoln, "Si può ingannare uno per sempre, ed anche molti, ma non si possono ingannare tutti per sempre".Il lurido disegno di sfruttamento schiavistico dei lavoratori dipendenti, che trova il suo inconfessato obiettivo finale nel prolungare a dismisura gli anni di lavoro fino a far si che, addirittura, la pensione infine percepita nei restanti anni di vita sia molto inferiore ai contributi versati, si legge tra le righe di ciò che ammise la Fornero l'anno scorso, quando rivelò che Letta le aveva fatto i complimenti per la sua legge...