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SPILLO/ Riforma pensioni e tasse, c'è una "emergenza" che conta di più

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Per questo, secondo me, una politica accorta e lungimirante dovrebbe partire e ripartire dal lavoro prima ancora che non dall'Imu/Tasi e dal sistema pensionistico, più volte - forse troppe - rivisto negli ultimi anni. È essenziale non solo per ragioni economiche, ma anche per creare un clima sociale positivo, stabile, che è quello che respiravo io da ragazzo e che un po' - lo dico sinceramente adesso che vivo in una grossa città da tanti anni - mi manca.

Si potrebbe avviare finalmente quella "cura shock", invocata da più parti, per la quale basterebbe innanzitutto semplificare sul serio - e non solo sulla carta - la burocrazia, pensare a un fisco un po' meno invadente e incentivare l'imprenditoria, ad esempio evitando di trattare le Partite Iva con evasione presunta. 

Tuttavia, viene il sospetto che nessun incentivo economico sia di per sé sufficiente a far decollare situazioni caratterizzate da uno stallo diventato, per così dire, strutturale e cronico. E allora che cosa manca? Non saprei di preciso, ma continuando a passeggiare per vie e viottole del paese la gente, giovane o attempata, mi sembra sempre più stanca. Forse manca l'idea, la forza creativa per costruire qualcosa, a prescindere dai risultati che si possono ottenere; manca quella progettualità, che in fondo caratterizza l'uomo dalle fondamenta e che è naturalmente molto più difficile da stimolare.

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