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RIFORMA PENSIONI 2015 / News, la Cida continua la lotta contro il blocco della perequazione. Dal 1 settembre si può aderire a rete lavoro agricolo

Riforma pensioni 2015, la Cida annuncia battaglia per quanto concerne il blocco delle perequazione per pensioni pari a sei volte quella minima. Provvedimenti presso vari Tribunali Italiani.

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L’ufficio stampa dell’Inps ha reso noto per mezzo di un apposito comunicato, la possibilità dal primo settembre 2015 di presentare istanza di adesione alle Rete del lavoro agricolo di qualità tramite apposito servizio telematico messo a disposizione dallo stesso ente previdenziale sul sito ufficiale (www.inps.it). Le domande verranno valutate da una Cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità che è composta da rappresentanti dell’Inps, dei sindacati, delle organizzazioni professionali agricole e dei Ministeri delle Politiche Agricole, del Lavoro, dell’Economia e della Conferenza delle Regioni. In caso di responso positivo della commissione, la relativa azienda ottiene un certificato che ne attesta la qualità.

La Cida (Confederazione Italiana dei Dirigenti d’Azienda), l’organizzazione che rappresenta gli interessi generali dei dirigenti e della alte professionalità di tutti i settori socio – produttivi, pubblici e privati, promette ancora battaglia per quanto concerne il blocco della perequazione. Nello specifico, in ragione dell’approvazione delle legge n. 109 dello scorso 17 luglio con relativa conversione della sentenza della Consulta, le pensioni superiore a 6 volte la minima non ha diritto ad alcun riconoscimento. Un provvedimento che non viene accettato dalla Cida che ha annunciato di impegnarsi nelle opportune sedi per ottenere il riconoscimento i diritti riconosciuti dalla Corte Costituzionale e disattesi dal Governo. La Cida dopo aver consultato lo studio legale di cui si serve, ha annunciato di voler confermare la riassunzione della causa Cardinale / Inps presso il giudice del Lavoro del Tribunale di Palermo, di avviare altre cause pilota presso i Tribunali di Roma, Milano e Rieti ed inoltre presso le Corti dei Conti dell’Emilia Romagna, Liguria, Lazio e Umbria.

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