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RIFORMA PA/ Il "muro" pubblico-privato che il ddl Madia ancora non elimina

Marianna Madia (Infophoto) Marianna Madia (Infophoto)

Per un giudizio più puntuale sull’attuanda riforma occorrerà, chiaramente, attendere la fase attuativa delle deleghe e ci si aspetta già un consistente numero di decreti legislativi - il Ministro Madia ha parlato di due pacchetti di decreti. Quello che appare certo, però, è che per l’organica riforma del pubblico impiego bisognerà aspettare la realizzazione di un testo unico, come annunciato nel ddl.

Da una prima analisi del testo si evince, in ogni caso, come l’esecutivo eluda ancora la questione sollevata da tempo a proposito dell’estensione nei confronti dei dipendenti pubblici della nuova tutela dei licenziamenti prevista dal Jobs Act. Il legislatore non potrà continuare a ignorare la portata delle disposizioni contenute negli articoli 2, comma 2, e 51, comma 2, del d.lgs. 165/2001 che estendono automaticamente al lavoro pubblico le regole non derogate del lavoro privato, ivi compreso lo Statuto dei lavoratori. A meno di modificarle espressamente.

Non rimane che stare a vedere cosa succederà in sede di formulazione dell’annunciato Testo Unico.

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