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Riforma pensioni 2015 / Contributivo e gestione separata: la legge Dini compie 20 anni

Riforma pensioni 2015: il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano ha auspicato, entro settembre, decisioni sui temi della settima salvaguardia esodati e opzione donna. 

Cesare Damiano (Infophoto2) Cesare Damiano (Infophoto2)

L’8 agosto del 1995 venne promulgata la famosa riforma delle pensioni targata Dini. Si trattò di una legge “rivoluzionaria”, dato che introdusse il calcolo contributivo e la gestione separata Inps. Oggi, a distanza di 20 anni, si parla ancora di contributivo, anche se per un calcolo retroattivo sulle pensioni in vigore. Vedremo se alla fine ci sarà davvero una riforma delle pensioni e quali caratteristiche avrà. Nel frattempo, viste le nuove norme sui contratti, la gestione separata Inps avrà sempre meno importanza.

Una nuova spinta per sbloccare l’Opzione donna arriva da Miriam Cominelli, deputata del Pd, che sottolinea come la possibilità di andare in pensione anticipata per le donne con 35 anni di contributi (e 57 di età) faccia risparmiare, crei lavoro per i giovani e dia la possibilità ad alcune donne esodate di poter accedere alla quiescenza. 

Quando si entrerà nel vivo della discussione sulla riforma delle pensioni da introdurre con la legge di stabilità non si potrà non tener conto che dal 1° gennaio 2016 scatterà un aumento di 4 mesi per tutti i requisiti pensionistici, sia per la pensione di vecchiaia che per quella anticipata. Questo significherà per le donne arrivare all’età pensionabile di 65 anni e 7 mesi (66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome). Considerando che normalmente le donne faticano già nel mondo del lavoro e anche nella continuità contributiva, all’orizzonte non sembrano esserci tempi facili. 

Il Ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha respinto le accuse mosse al Governo da parte de "Il GIornale", secondo cui l'operazione con cui l'Inps avrebbe regalato il biglietto all'Expo, nel mese di agosto, a pensionati e lavoratori con reddito inferiore a 10.000 euro sarebbe un tentativo per coprire "il flop dell'esposizione universale". Martina ha definito "strumentali" le polemiche scatenate dal quotidiano (che ha anche messo in dubbio la modalità con cui verrà finanziata l'operazione, che ha un costo potenziale di 88 milioni di euro) e ha sottolineato come lo spirito dell'iniziativa sia quella di "favorire il più possibile la partecipazione di tanti pensionati che magari se non hanno un accompagnamento dedicato rischiano di non poter andare a Expo". Martina ha definito l'iniziativa "lodevole", e ha attaccato i detrattori, ricordando che "alcuni giornali ad agosto hanno bisogno di riempire le pagine con cose strampalate".

Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, Cesare Damiano, ha auspicato decisioni sui temi della settima salvaguardia esodati e opzione donna entro settembre, mese in cui si inizierà a discutere la bozza della Legge di Stabilità, che dovrebbe contenere interventi sul tema della riforma delle pensioni, in particolare modifiche alla Legge Fornero, eccessivamente rigida. In una nota stampa, il deputato del Partito Democratico ha rivelato che oggi tornerà a riunirsi la Commissione Lavoro "per valutare nel merito le proposte relative alla cosiddetta settima salvaguardia esodati e per trovare una soluzione sull'opzione donna". Damiano ha precisato che il Mef ha già quantificato "i risparmi disponibili nel Fondo esodati, che saranno utilizzati per la settima salvaguardia" e ha definito "obiettivo comune" la soluzione di questi due problemi in tempi brevi. Damiano, negli ultimi mesi, è stato uno dei protagonisti del dibattito attorno al tema della riforma delle pensioni e ha presentato, assieme a Baretta, una proposta per diminuire la rigidità della Legge Fornero che è stata apprezzata dai sindacati e anche da alcuni politici dell'opposizione, tra cui Matteo Salvini. 

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COMMENTI
07/08/2015 - alcune considerazioni (armando manieri)

Nell'ingarbugliata vicenda della riforma pensioni ci mancava solo lo scontro di genere. E' piu' giusto dare la possibilita' al prepensionamento ad un' impiegata di 57 anni o ad un muratore di 64 che lavora su un ponteggio a 20 mt d' altezza. Smettiamola di fare classifiche che non portano a niente come a niente, probabilmente, porteranno i fiumi di parole scritte sull'argomento. Sarebbe il caso di smetterla con queste stucchevoli contrapposizioni. Lavoratori precoci vs le quote, donne vs uomini, operai vs impiegati e via dicendo. L'Italia e' il paese dei campanili, dei piccoli orticelli da difendere, degli interessi di quartiere, spesso di condominio. Quello che andrebbe rimarcato e che appare del tutto evidente e' il disinteresse di chi dovrebbe decidere a livello politico. I blog sfornano quotidianamente articoli, spesso di basso profilo, nei quali traspare, la continua e reiterata alternanza fra il possibile e l'impossibile. Ultimamente si e' piu' volte letto che i tempi stringono circa l'inserimento della riforma nella prossima Legge di Stabilita' Ricordate in quanto tempo la coppia Monti/Fornero ha stravolto la precedente legge sulle pensioni? Comprendo l'imbarazzo politico del governo ad assumere decisioni. Stiamo ancora parlando del Senato, elettivo e non, dei vertici della RAI, argomenti che rientrano, per la quasi totalita' degli Italiani, nella sfera dell'irrilevante. Lo fanno tutti, lo faro' anch'io, propongo una soluzione. Flessibilita' al pari di quella tedesca