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RIFORMA PENSIONI 2015/ News, Spi-Cgil: sui rimborsi risultato molto deludente (oggi, 9 agosto)

Riforma pensioni 2015, l'Ugl ha organizzato ieri in tutta Italia nuovi gazebo nelle piazze per fornire assistenza gratuita per ricorsi contro la mancata rivalutazione delle pensioni.

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

"È un risultato molto deludente, ma per noi la partita non è chiusa". Così il segretario del sindacato pensionati Cgil del Friuli-Venezia Giulia Ezio Medeot commenta i rimborsi erogati ai pensionati dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il mancato adeguamento scattato nel 2012. "Siamo pronti a dare ai pensionati ogni tipo di assistenza, anche attraverso il nostro patronato Inca-Cgil", spiega il sindacalista, secondo cui "ogni ipotesi di ricorso andrà valutata caso per caso, nella consapevolezza, come anticipato l’Inps, che è scontato il rigetto di qualsiasi ricorso in via amministrativa. Il successo di un’azione legale, pertanto, passa per una nuova sentenza di illegittimità costituzionale da parte della Consulta. Esito questo tutt’altro che scontato".

Sono oltre 110mila i pensionati residenti in Friuli-Venezia Giulia che stanno percependo in questi giorni gli arretrati derivanti dal blocco della perequazione dei loro trattamenti nel biennio 2012-2013. A questi ne vanno aggiunti altri 7-8.000 che stanno ricevendo bonus ridotti, per aver percepito rivalutazioni parziali dei propri assegni nel biennio 2012-2013. Sono invece circa 28mila i pensionati colpiti dal blocco 2012-13 ed esclusi anche dal bonus, perché titolari di pensioni superiori a 6 volte la minima (oltre i 2.810 euro nel 2011). Lo fa sapere in una nota lo Spi-Cgil Fvg, pubblicando proiezioni basate sui dati del casellario centrale pensionati dell’Inps, relativi ai redditi da pensione 2011 di tutti i titolari di pensioni da lavoro o comunque derivanti da contribuzione obbligatoria. Per quanto riguarda l’importo lordo cosiddetto “bonus”, a seconda delle fasce, va dai 300-350 euro lordi per i titolari degli assegni di importo compreso tra 5 e 6 volte la minima (importo 2011 dai 2.342 ai 2.810 euro), a una media di 900 euro (sempre lordi) per le pensioni che nel 2011 rientravano nella fascia tra i 1.405 e i 1.873 euro lordi (da 3 a 4 volte la minima), alle quali è riconosciuta una percentuale di recupero più alta sugli arretrati maturati. Secondo il sindacato si tratta di un recupero "largamente inferiore a quello che si sarebbe ottenuto applicando i criteri di legge in vigore prima e dopo il blocco. Lo stesso vale anche per gli aumenti mensili degli assegni, previsti in due tranche: la prima ad agosto, con incrementi medi dai 3 agli 8 euro rispetto a luglio, la seconda da gennaio 2016, con scatti mensili oscillanti dai 10 ai 30 euro, sempre rispetto agli importi in pagamento fino a luglio".

Prosegue il dibattito sugli arretrati per la mancata rivalutazione 2012-2013. "Dei soldi che la Consulta aveva sentenziato che dovessero essere restituiti ai pensionati, ne sono stati stanziati un decimo", commenta Loredana Polidori dello Spi Cgil, le cui parole sono riportate da Il Tirreno. "Come Cgil abbiamo deciso di non fare la class action, ma seguiremo chi si rivolgerà a noi lungo tutto l’iter del ricorso. Anche perché la tenuta dei bilanci vale solo quando si parla di dover restituire ciò che è dovuto, mentre ancora niente si è fatto sul fronte della redistribuzione della ricchezza come ad esempio una patrimoniale". Quando si parla di numeri, ha concluso la sindacalista, "spesso si parla a sproposito. C’è da considerare che nell’ultimo anno il reddito dei pensionati è aumentato in media del 5,9%, ma il prelievo fiscale è cresciuto del 12%".

E' andata in scena ieri la seconda giornata di mobilitazione promossa dall'Ugl che, dopo la protesta di una settimana fa, è tornata a organizzare in tutta Italia gazebo nelle piazze per fornire assistenza gratuita per ricorsi contro la mancata rivalutazione delle pensioni. "I rimborsi parziali a copertura di quanto dovuto per il 2012 e il 2013, erogati dall’Inps a chi percepisce somme superiori fino a sei volte il minimo 2011, sono infatti insufficienti, e lo dimostra anche una ricerca condotta dall’Iper-Ugl", ha detto Francesco Paolo Capone, segretario generale Ugl, che ieri ha incontrato pensionati e sindacalisti presso i gazebo di Genova, Camogli, Recco, Tirrenia, Castiglione della Pescaia, Porto Santo Stefano, Orbetello, Civitavecchia e Ostia. "Il nostro istituto di ricerca – ha spiegato ancora – ha esaminato le spese mensili per cibi, prodotti per l’igiene della persona e della casa, trasporti, affitto, medicine e una visita specialistica di un campione di famiglie composte da marito pensionato e moglie casalinga. Il risultato è che quasi l’87 per cento dei nuclei familiari considerati affronta spese nette superiori rispetto a tre volte il minimo pensionistico 2011, pari a 1.403 euro lordi, ossia circa 1.130 euro netti. I pensionati che oggi si trovano in difficoltà economiche sono una platea certamente più ampia di quella destinataria dei rimborsi parziali con cui il governo ha di fatto aggirato la sentenza della Corte Costituzionale". Dunque, ha concluso il sindacalista, "il dl Poletti non è in grado di restituire un vero potere d’acquisto alla gran parte dei pensionati italiani, e per questo l’Ugl è pronta ad offrire tutto il supporto a chi ha subito l’ennesimo torto dal governo".

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