BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

LAVORO/ Se il Bingo (per ora) funziona meglio del Jobs Act

InfophotoInfophoto

Precisiamo: è un problema per il quale non esiste una soluzione unica, un'unica risposta, un uovo di Colombo. D'altra parte non esistono uova di Colombo per problemi complessi, o almeno non esistono nella realtà. Forse esistono nella testa di qualche folle sognatore, ma la realtà è assai più dura della loro cervice. 

La soluzione, dicevamo, ha da essere pluricomposta. I Centri di Collocamento, certo, magari rivisitandone finalità e organizzazione in chiave di controllo e orientamento. Le società interinali: magari obbligandole a concentrarsi sul collocamento più che sulla formazione, o legando quest'ultima a parametri di rendimento più certi e meno aleatori: in pratica obbligando queste società interinali a trarre la gran parte dei profitti non dai corsi di formazione o dai voucher che lo Stato nelle sue diverse articolazioni elargisce ai disoccupati e agli inoccupati, bensì dall'effettivo collocamento sul mercato delle persone. Come peraltro già avviene per le più serie tra loro.

Infine puntare sugli Enti bilaterali, cioè su quelle agenzie nelle quali imprenditori e lavoratori agiscono insieme per affrontare le problematiche di un determinato settore produttivo. Già oggi questi Enti, autonomi finanziariamente, sono autogestiti dalle controparti sociali, e quindi non costano nulla alla collettività, ma molto fanno e molto aiutano in termini di assistenza, mutualismo, formazione, consulenza, sicurezza sul lavoro. Domani potrebbero anche diventare un ulteriore serio interlocutore per tutti coloro che in un dato comparto hanno bisogno di ritornare a formarsi, di ricollocarsi, di riprendere un cammino professionale interrotto per mille e un motivo. Qualche esempio, in questo senso, già esiste: a Como, per citarne solo uno, è un compito che si è assunto, ancora embrionalmente per la verità, l'Ente bilaterale del Commercio. L'interesse delle imprese è avere sempre pronto personale adeguato e avere certezze sul percorso di formazione che il personale ha seguito, l'interesse dei sindacati è quello di finanziare la formazione e il ricollocamento di disoccupati. L'interesse dello Stato è che la società civile si organizza, si dà risposte, non affida alla fortuna, dea bendata per eccellenza, il futuro di ognuno di noi.

Tutti contenti dunque? Forse no. Forse gli organizzatori delle riffe paesane avrebbero qualcosa da ridire. Ma non si può proprio accontentare tutti quanti a questo mondo.

© Riproduzione Riservata.