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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015 / News, Damiano (Pd): trovare un accordo sulle penalizzazioni

Riforma pensioni 2015, news e aggiornamenti di oggi, martedì 1 settembre 2015. Con un post su Facebook, Roberto Simonetti ha ricordato tutte le proposte della Lega Nord 

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"Sul tema delle pensioni vanno evitati errori e improvvisazioni. Prima della legge di Stabilità vanno risolti i problemi della cosiddetta Opzione Donna e della settima salvaguardia". A dirlo è Cesare Damiano, esponente del Partito Democratico e presidente della Commissione Lavoro della Camera, secondo cui nella legge di Stabilità va affrontato invece il tema della flessibilità. “Non sono proponibili le tesi di Morando (flessibilità a costo zero), o di Boeri (ricalcolo tutto contributivo dell’assegno pensionistico): sono due ipotesi che si equivalgono e che portano a un taglio del 30% della pensione”, spiega Damiano, ricordando che la proposta del Pd in Commissione Lavoro della Camera “prevede una penalizzazione massimo dell’8% nel caso di anticipo di quattro anni (in pensione a 62 e non a 66) o una pensione di anzianità con 41 anni di contributi”. Secondo l’esponente Pd si tratta di “una buona base di partenza sulla quale siamo disponibili ad avviare da subito un confronto serio con il Governo. Si possono trovare soluzioni anche meno costose, ad esempio differenziando la penalizzazione: del 2% fino ai 1.500 euro mensili, del 3% al di sopra di tale cifra".

Siamo nel mese di settembre e da quanto si è potuto capire, già nel corso di questa settimana il Governo Renzi riprenderà ad occuparsi del delicato tema relativo alla riforma delle pensioni con la possibilità di operare in ottica flessibilità in uscita. Governo che nel corso di questo periodo estivo non ha mai lasciato capire quale fosse l’orientamento o quanto meno la linea da seguire. Tuttavia, in attesa che possano filtrare le prime indiscrezioni, sembra chiaro che l’Esecutivo sia praticamente costretto a pensare a penalizzazioni per quanti hanno in animo di uscire prima del tempo prestabilito nella riforma Fornero, dal mondo del lavoro. Possibili novità potrebbero arrivare già nel corso di questa settimana.

"Il ripristino della flessibilità nell'accesso al pensionamento è una necessità ormai da tutti riconosciuta, non solo per fornire risposte ai lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale, ma anche per offrire ai giovani nuove opportunità di ingresso al mercato del lavoro". Lo ha detto il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, intervenendo nella discussione riguardo le ipotesi di soluzione per il pensionamento anticipato. "Qualunque sia la soluzione che verrà individuata - ha aggiunto - è necessario che i relativi oneri non vengano addossati esclusivamente sulle spalle dei lavoratori, perché la flessibilità non può compromettere l'adeguatezza dei trattamenti pensionistici. Ciò implica la nostra indisponibilità ad accogliere ipotesi di integrale ricalcolo della pensione col metodo contributivo ma anche una piena apertura a valutare qualunque proposta che rispetti parametri di equità e che consenta di rimettere nella disponibilità dei lavoratori le scelte relative al pensionamento". Secondo Petriccioli occorre inoltre "approvare rapidamente la settima salvaguardia per gli esodati, in modo da evitare ulteriori disagi e ritardi applicativi alle persone interessate, e creare, successivamente, le condizioni per risolvere in modo definitivo e strutturale un problema ormai annoso".

"E’ urgente una riforma delle pensioni, per poter eliminare le storture della Legge Fornero e ridare una maggiore flessibilità in uscita anche per creare nuova occupazione per i giovani attraverso il ricambio generazionale". Lo scrive in una nota su Facebook il deputato della Lega Nord Roberto Simonetti, ricordando che proprio queste storture si sono concretizzate "in un aumento dell’età anagrafica per l’accesso al sistema pensionistico, la formazione degli esodati, cioè coloro che pur avendo sottoscritto un patto con l’azienda e lo Stato ora non hanno né stipendio né pensione, e la regolarizzazione e stabilizzazione della cosiddetta opzione donna". Simonetti ripropone dunque le proposte di Lega Nord che “alla ripresa dei lavori parlamentari di settembre saranno all’ordine del giorno della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati”. Per quanto riguarda la Quota 100, le Lega prevede “un nuovo metodo di calcolo per rendere maggiormente flessibile l’uscita dal lavoro, lasciando al lavoratore la scelta di quando andare in pensione, fermo restando il raggiungimento della quota 100 attraverso la somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva con un minimo di 35 anni di contributi o in alternativa 58 anni di età, salvaguardando così chi ha iniziato a lavorare da ragazzo".

Sul fronte esodati, invece, Simonetti fa sapere di aver già proposto ed ottenuto in commissione "una fase legislativa per realizzare la settima e definitiva salvaguardia di tutti coloro che sono stati esclusi dall’accesso alla pensione dalla legge Fornero, di coloro cioè che si son visti spostare la finestra di uscita benchè avessero fatto un accordo con l’azienda e lo Stato per una rinuncia al lavoro finalizzata alla pensione. Da includere anche le categorie degli edili, di coloro che provengono da una situazione di fallimento di azienda, i cosiddetti quindicenni, i marittimi ed i ferrovieri, categorie sempre escluse dalle precedenti salvaguardie".

Infine per la cosiddetta opzione donna, la Riforma Maroni del 2004 "prevede un regime sperimentale fino alla fine del 2015 per le sole lavoratrici che consente loro di andare in pensione con almeno 57 anni di età (58 per le autonome) e con 35 anni di contributi, purchè si accetti il sistema contributivo puro. Due circolari dell’Inps, la n.35 e n.37 del 2012 hanno interpretato in senso restrittivo la norma, considerando la finestra Sacconi di un anno e il periodo dell’adeguamento di vita di tre mesi come periodo da computarsi entro il 31 dicembre 2015, riducendo così di più di un anno la sperimentazione. Ho già proposto una norma interpretativa che modifichi quanto diramato dalle circolari dell’Inps, includendo così l’intero anno in corso e soprattutto prevedere la proroga al 2018 di questo sistema pensionistico molto utile per le donne che devono accudire una famiglia".

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