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Lavoro

TASSE/ Furlan (Cisl): la patrimoniale per ridurle di 1.000 euro a tutti

Annamaria Furlan (Infophoto)Annamaria Furlan (Infophoto)

Noi siamo stati sempre contrari a un intervento per legge su una materia come la rappresentanza che è di esclusiva competenza delle parti sociali. Non ne vediamo francamente la necessità. Abbiamo fatto un accordo puntuale e completo tra le organizzazioni sindacali e le associazioni imprenditoriali che ora va applicato fino in fondo, per dare certezza e stabilità alle relazioni industriali e capacità propulsiva alla contrattazione.

 

Il Governo è invece meno deciso circa il salario minimo. Secondo lei cosa farà?

Anche questa è una materia molto delicata che andrebbe lasciata alle parti sociali. La politica farebbe bene a occuparsi dei problemi del Paese, a cominciare da una modifica della legge Fornero, la peggiore legge pensionistica d’Europa e affrontando con interventi concreti e straordinari la situazione deprimente in cui versano le regioni del Mezzogiorno d’Italia.

 

La ripartenza di Mirafiori è l’immagine della definitiva rinascita della più importante azienda italiana e dell’intero settore dell’automotive. Secondo lei c’è spazio in Italia per un altro costruttore di auto che possa rafforzare la nostra industria?

Intanto è importante e significativo che la Fca abbia investito nel nostro Paese, garantendo un futuro produttivo a tutti gli stabilimenti a partire da Mirafiori. Non era affatto scontato e questo si deve anche al contributo determinante e al ruolo responsabile di quei sindacati, come la Fim-Cisl, che hanno creduto nel cambiamento e nell’innovazione. Quanto agli altri costruttori di auto, noi non abbiamo mai avuto preclusioni agli investimenti, ovviamente se questi servono a creare occupazione e a rafforzare il sistema industriale italiano e il suo indotto, come nel caso di Fca.

 

La Cisl ha aderito alla “Marcia degli Scalzi” che in questi giorni ha stretto numerose persone in tutta Italia attorno al dramma dei migranti. Come vede la nostra azione, italiana ed europea, circa un problema che in tali dimensioni è nuovo?

Noi abbiamo aderito con convinzione alla marcia delle donne e uomini scalzi perché forte è il bisogno di dare risposte solidali all’esodo di massa che sta interessando tutta l’Europa. L’Europa non può voltare lo sguardo dall’altra parte perché l’emergenza profughi ci riguarda da vicino e chiama in causa un sistema di riconoscimento dell’asilo che va rivisto e condiviso in tutta Europa. Il Governo italiano ha avuto una condotta responsabile, riconoscendo che il regolamento di Dublino va superato e questo ci fa ben sperare per una revisione del sistema di accoglienza rispettosa dei diritti umani dei profughi mediante il coinvolgimento di tutti i paesi del mediterraneo.

 

(Giuseppe Sabella)

 

In collaborazione con www.think-in.it

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