BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PENSIONI 2015/ Gnecchi (Pd): sarà “battaglia” su esodati prima che sulla flessibilità

La protesta degli esodati La protesta degli esodati

Il ministero del Lavoro, anche nella riunione congiunta del 9 settembre, era con noi. Il governo deve quindi risolvere il problema al suo interno. Ma non è pensabile che si taglino le risorse per gli esodati per abolire Imu e Tasi.

 

C’è un conflitto all’interno del governo?

È ovvio. Il comma 235 è stato scritto dal governo, e adesso il Mef si tira indietro. È chiaro che il ministero del Lavoro non torna indietro rispetto a un provvedimento che ha scritto di suo pugno, anche se all’epoca il ministro non era Poletti bensì la Fornero.

 

Intanto si parla di flessibilità “a costo zero”. Lei che cosa ne pensa?

L’altro un pensionato ci ha mandato una e-mail con una sua proposta che sarebbe a costo zero. Io ovviamente non sono d’accordo sul fatto che la flessibilità sia a costo zero, ma comunque prendo atto di questa proposta. In pratica secondo questa idea, che va bene soprattutto per i quota 41 e per i quota 40, basterebbe una piccola penalizzazione tra il 4 e il 5,5% per andare in pensione con un anno di anticipo senza gravare di un centesimo sulle casse dell'Inps.

 

Ma la sua posizione invece qual è?

Prima ci occupiamo della settima salvaguardia e poi vedremo la questione della flessibilità. L’aspetto più importante è che quest’ultima deve essere fatta in modo serio, e il tema dei costi è una conseguenza. Resta il fatto che i pensionati hanno già pagato troppo.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.