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Riforma pensioni 2015 / News: riapertura di Renzi per inserire la flessibilità nella Legge di Stabilità

Riforma pensioni 2015, il no del Governo Renzi ad inserire la riforma nella prossima legge stabilità dettato dall’Unione Europea? Il chiarimento del sottosegretario Zanetti.

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Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nell’ambito della consueta rubrica del quotidiano L’Unità, ha rilasciato delle dichiarazioni che riaccende la speranza per quanto concerne la possibilità di avere nella prossima Legge di Stabilità un decreto in tema di flessibilità. Nello specifico il Premier ha sottolineato: “Ho chiesto a Padoan e Poletti di individuare un meccanismo per consentire più flessibilità in uscita. Spero che riusciremo a trovare un primo rimedio con la Stabilità”. Una dichiarazione che va in controtendenza rispetto a quanto detto nel corso dell’ultima settimana, dove si è ripetuto più volte che non vi fosse spazio per affrontare la flessibilità in questo periodo. Lo stesso Renzi ha poi aggiunto: “la questione dei pensionamenti è molto complessa”.

Ormai è stato chiarito nel corso dell’ultima settimana il Governo Renzi ha chiarito come non ci sarà spazio nella imminente Legge di Stabilità di ritocchi al riguardo della Riforma Pensioni e quindi di conseguenza sul tema della flessibilità in uscita che tanto a cuore sta ai lavoratori che non hanno intenzione di attendere i vincoli imposti dalla Legge Fornero per godersi il meritato riposo dopo anni di duro lavoro. Stando ad alcune illazioni che stanno circolando in queste ore, la decisione del Governo Renzi di non occuparsi delle pensioni in questa fase, possa essere stata in un certo senso imposta dall’Unione Europea o quanto meno l’Esecutivo dopo aver annunciata l’azzeramento delle tasse per quanto concerne la prima casa, onde evitare di incappare in rimproveri da Bruxelles, ha ritenuto opportuno rimandare a tempi migliori la questione deludendo quanti auspicavano un cambiamento. Tuttavia, il sottosegretario Zanetti ha voluto chiarire che “La riforma delle pensioni non ci è stata imposta dall’UE ma dalla curva demografica e non può essere smantellata da non per la contrarietà delle lobbies bancarie e delle scie chimiche ma per il mantenimento del sistema sia per i giovani sia per chi già si trova in pensione”.

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