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RIFORMA PENSIONI 2015/ Flessibilità, il rischio “furbata” del Governo

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan

Il governo in questo caso non deve ripetere l’errore che fece quando diede ai lavoratori la possibilità di mettere il trattamento di fine rapporto in busta paga. Il Tfr gode infatti di una tassazione separata vantaggiosa, ma mettendolo in bustapaga è soggetto a un’aliquota separata. Quella mossa, che poteva anche dare una piccola spinta all’aumento della domanda, si è rivelata inutile tanto è vero che hanno scelto di beneficarne solo 8mila italiani.

 

Intende dire che si deve evitare di introdurre una penalizzazione troppo alta per chi va prima in pensione?

Esattamente. Quando si parla di flessibilità pensionistica la penalizzazione non può durare per tutta la vita. Il ddl Damiano è dunque una proposta migliore di altre posizioni un po’ confuse. La penalizzazione che vuole fare il governo ha le stesse caratteristiche della furbata fatta con il Tfr.

 

Come è possibile trovare una soluzione?

E’ un argomento da discutere con le parti sociali, in quanto sul sistema pensionistico sono stati fatti troppi errori. Bisogna pensare che non si possono mettere in moto dei meccanismi che non tengano conto di un’inflazione che entro pochi anni arriverà al 2-3%. Anche per questo se io introduco una penalizzazione permanente, un pensionato finisce per perderci.

 

Secondo lei vanno trovate soluzioni ad hoc per i lavoratori precoci?

I casi di persone che hanno iniziato a lavorare molto giovani, e sono dunque abbastanza logorate, sono piuttosto diffusi. E’ vero che in Italia c’è sempre la tendenza a esagerare, e in alcuni momenti c’è stata la cattiva abitudine di considerare usurante qualsiasi lavoro. Sarebbero però utili un’attenzione e un monitoraggio sui lavoratori precoci e su quanti hanno fatto un lavoro veramente usurante.

 

(Pietro Vernizzi)

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