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Lavoro

Riforma pensioni 2015 / News. Flessibilità, le proposte su donne e disoccupati di Dell’Arringa

Riforma Pensioni 2015, news: il Governo Renzi ha messo a lavoro i propri tecnici per arrivare a due possibili soluzioni ad hoc in ottica flessibilità: l’opzione donna e l’opzione uomo

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Carlo Dell’Arringa, economista e parlamentare del Pd, in un colloquio con Labitalia ha presentato le sue proposte in tema di riforma delle pensioni. A suo modo di vedere, bisognerebbe garantire l’accesso anticipato alle donne, con una penalizzazione intorno al 10% in caso di anticipo di tre anni. Dell’Arringa suggerisce anche di istituire una sorta di prestito pensionistico per quanti sono in difficoltà occupazionale pur essendo vicini all’ingresso in quiescenza. 

Maurizio Petriccioli, Segretario confederale della Cisl, incalza ancora il Governo sul tema delle pensioni, chiedendo che approvi la settima salvaguardia per gli esodati, sblocchi Opzione donna e inserisca la flessibilità nella Legge di stabilità. Per il sindacalista si tratta di mantenere fede a impegni presi e di favorire il turn over nel mercato del lavoro. Per Petriccioli, inoltre, questi interventi non compromettono la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico nel lungo periodo.

La necessità di trovare una soluzione sulla flessibilità fa emergere diverse ipotesi. Secondo La Stampa, si potrebbe arrivare a una riforma delle pensioni che agevoli il part-time, in modo anche da giungere a una sorta di staffetta generazionale che aiuti i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro. Si tratterebbe certo di un’opzione con costi contenuti, ma resta da capire quanto verrebbe o meno utilizzata dai lavoratori e dalle imprese.

Mentre si discute della possibilità di una riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità, l’ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, intervistato dal Corriere della Sera spiega che ad aprile 2014 sarebbe dovuto partire il prestito pensionistico, ma poi il Governo Letta è caduto e quindi non c’è stata possibilità di approvare questa misura che avrebbe permesso il pensionamento anticipato. Giovannini aggiunge che ora un intervento sul sistema previdenziale è necessario.

Cesare Damiano apprezza le parole di Matteo Renzi sulla flessibilità pensionistica pronunciate durante la direzione del Pd e spiega che la sua proposta di legge può essere realizzata a costo zero nel medio-lungo periodo. Il Presidente della commissione Lavoro della Camera ha anche detto di essere disponibile a fare degli aggiustamenti tecnici per non avere costi aggiuntivi. L’importante, ha aggiunto, è riuscire ad aiutare chi, superati i 60 anni, rischia di trovarsi senza più lavoro e senza reddito.

Il Governo sta studiando una possibile riforma delle pensioni. Tra le ipotesi per varare la flessibilità, Repubblica parla di penalizzazioni che possano raggiungere il 15% in caso di uscita dal mondo del lavoro a 62 anni. Si tratta di una percentuale molto più elevata rispetto a quella ipotizzata nel Ddl Damiano pari all’8%, ma che potrebbe essere più “tollerabile” per le casse pubbliche. Resterebbe da capire se gli italiani desiderosi di andare in pensione sarebbero disposti a rinunciare a questa quota del loro assegno.

Il dibattito relativo alla possibile riforma pensioni si è riacceso all’improvviso per effetto delle parole del Premier Matteo Renzi che di fatto ha riaperto sulla possibilità di inserire dei correttivi al sistema pensionistico già nella Legge di Stabilità. Al centro dell’attenzione c’è la tematica legata alla flessibilità con il Governo che starebbe studiano diverse soluzioni come del resto si può intuire dalle dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore dal Ministro Poletti che ha sottolineato: “sappiamo che c’è un aspetto da risolvere legato a uno scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla Legge Fornero”. In queste ore si sta lavorando tendenzialmente a due soluzioni differenti per gli uomini e le donne. Per le donne si sta parlando di opzione donna ed ossia della possibilità di andare in pensione a 62 oppure 63 anni di età e 35 di contributi, sottoponendo l’assegno mensile ad un taglio del 10% per i tre anni di anticipo. L’opzione uomo potrebbe invece prevedere un anticipo di ingresso al sistema pensionistico per quanti perdono il lavoro a pochi anni dalla pensione con un taglio legato all’equità attuariale. Staremo a vedere se tale illazioni risponderanno al vero.

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COMMENTI
22/09/2015 - I danni provocati dala legge pensionistica Fornero (Vincenzo Caputo)

La riforma pensionistica Fornero è stata un atto scellerato e abietto nei confronti dei lavoratori dipendenti, perché: 1) ha spostato dai 57 anni ai 67 anni il limite minimo di età per la pensione, senza alcuna flessibilità. Si tratta, in concreto, un atto di schiavizzazione progressiva e prolungata nel tempo perché toglie al lavoratore il diritto a dieci anni di giusto riposo pensionistico: 2) ha fatto questo per poter trattenere i contributi pensionistici di milioni di lavoratori ed usarli per altri scopi, primo fra tutti il ripianamento dei buchi del bilancio dello Stato, buchi provocati dalle ruberie e dall'incapacità dei politici e dall'evasione fiscale. Ecco il motivo per cui la Fornero si vanta che la sua riforma ha "salvato l'Italia". 3)il fatto che il prelievo del denaro dei contributi ai fin di ripianare i buchi di bilancio sia la vera ragione della riforma Fornero è evidente se si pensa che ancora nel 2008 il sistema pensionistico italiano veniva lodato proprio da quei gerarchi dell'Impero Europeo che oggi dicono di volere che la riforma Fornero non sia toccata.Ma in Germania l'età pensionabile è 63 anni! 4) Né la FORNERO né tanti altri come questa “Ministro”, né tanti giornalisti pro-forneriani, avevano mosso un dito quando sono stati scippati agli enti pensionistici (per merito di TREMONTI) centinaia di migliaia di immobili che detti enti avevano acquistato nei decenni CON LE SOLE CONTRIBUZIONI DEI LAVORATORI DIPENDENTI, VERSATE A SOLO FINE PENSIONISTICO!