BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

JOBS ACT/ La "garanzia" per mettere alla prova la riforma di Renzi

In Europa aumenta il numero dei disoccupati di lungo periodo. Per questo la Commissione Ue ha avanzato una proposta agli Stati membri. Ce ne parla GIANCAMILLO PALMERINI

InfophotoInfophoto

In Europa, dopo sei anni di crescita contenuta e di relativa debolezza del mercato del lavoro, si deve evidenziare come, ahimè, il numero dei disoccupati di lunga durata sia raddoppiato rispetto al periodo pre-crisi. Metà dei disoccupati è ora, infatti, a lungo termine. Si parla, complessivamente, di una condizione che interessa più di 12 milioni di persone (il 5% della popolazione attiva in Europa), il 60% dei quali è senza lavoro da almeno due anni.

La quota crescente della disoccupazione di lunga durata e la diminuzione di quella a breve termine mostra che la ripresa rischia di beneficiare principalmente i disoccupati di breve durata lasciando stabile il numero delle persone che lo sono da un lungo periodo, con il pericolo di un ulteriore deterioramento della loro occupabilità e di rendere questa condizione strutturale.

Preso atto della situazione, la Commissione europea ha così avanzato, pochi giorni fa, una proposta agli Stati membri per aiutare e favorire il ritorno nel mercato del lavoro dei disoccupati a lungo termine. La proposta di raccomandazione del Consiglio prevede che tutti coloro in cerca di lavoro, che sono, in particolare, senza occupazione da più di 12 mesi, avranno diritto a un’azione di assessment individuale e alla definizione di un accordo per la reintegrazione nel mercato del lavoro. La rete dei servizi al lavoro sarà così chiamata a offrire a queste persone un piano concreto e personalizzato prima che questi raggiungano i 18 mesi di disoccupazione.

La proposta della Commissione scommette, quindi, su tre elementi chiave: incoraggiare la registrazione dei disoccupati di lunga durata ai servizi di collocamento, fornire ai disoccupati di lunga durata registrati un momento di assessment individuale approfondito al fine di identificare i loro bisogni e le loro potenzialità e l’offerta di un accordo di ricollocazione.

Quest’ultimo potrà includere, a seconda dei servizi esistenti in ciascuno Stato membro, il mentoring, l’aiuto nella ricerca di lavoro, percorsi d’istruzione e formazione, il supporto per l’abitazione, i trasporti, dei bambini e servizi di assistenza o di riabilitazione.

Insomma, dopo i rilancio dell'iniziativa per l'occupazione giovanile a maggio, questa proposta è, nella prospettiva della Commissione, un'altra iniziativa concreta per rafforzare la creazione di occupazione, la ripresa economica e l'equità sociale in Europa.