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Lavoro

Riforma pensioni 2015/ Proietti (Uil): flessibilità tra 62 e 67 anni in base alla professione svolta

Per DOMENICO PROIETTI, occorre una riforma delle pensioni con un range di età dentro al quale il lavoratore può scegliere anche in base alle diverse tipologie di professione

Domenico ProiettiDomenico Proietti

«Chiediamo di introdurre un range tra 62 e 67 anni, dentro al quale il lavoratore può scegliere quando andare in pensione anche in base alle diverse tipologie di professione svolta». Lo rivendica Domenico Proietti, segretario confederale della Uil con delega alle politiche fiscali e previdenziali. I ministri del Lavoro e dell’Economia, Giuliano Poletti e Pier Carlo Padoan, in queste ore stanno lavorando a un’ipotesi di flessibilità pensionistica. Intanto alla direzione del Pd il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha rimarcato: “Noi abbiamo bisogno di dire con chiarezza che i conti pensionistici per quello che riguarda il nostro Paese non si toccano. Ma se esiste la possibilità, e stiamo studiando il modo, per cui in cambio di un accordo si possano consentire forme di flessibilità in uscita, se esistono le condizioni per farlo, sarebbe un gesto di buona volontà”.

Renzi e Poletti stanno lavorando sulla flessibilità ma Padoan frena. Come andrà a finire? Noi speriamo che vada a finire con la reintroduzione della flessibilità, perché è questo l’elemento fondamentale. Il governo si era impegnato per bocca del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Adesso non può perdere la faccia, e noi ci aspettiamo una reintroduzione precisa della flessibilità.

Voi quale soluzione concreta proponete? Noi della Uil crediamo, rispetto a tutte le ipotesi che sono circolate in queste ore, che la via maestra sia quella di prevedere un range tra 62 e 67 anni, dentro al quale il lavoratore può scegliere quando andare in pensione anche in base alle diverse tipologie di professione svolta. Questo renderebbe semplice e appetibile lo strumento, che altrimenti con tutte le subordinate che stanno circolando in queste ore rischia di creare più problemi di quelli che risolve.

Come valuta la possibilità di interventi mirati a favore di donne e lavoratori precoci? Il punto fondamentale è reintrodurre il principio di flessibilità generale. Fare troppi distinguo rischia di creare maggiori problemi rispetto a quelli che si vuole risolvere. Anche perché non conosciamo che cosa intenda bene il governo per provvedimenti mirati. Per le donne esiste già Opzione Donna che il governo voleva togliere, pur essendo fortemente penalizzante, mentre noi pensiamo che debba essere comunque mantenuta. Per i lavoratori precoci, se uno ha versato 41 anni di contributi è giusto che possa andare in pensione subito a prescindere dall’età.

In queste ore si parla di penalizzazioni per le pensioni anticipate che arriverebbero al 15%. C’è il rischio che con livelli così alti poi la flessibilità non sia sfruttata?


COMMENTI
24/09/2015 - PENSIONI E FLESSIBILITA' (Lucia Quattri)

E' UNA BUFALA LA PROPOSTA FATTA DAL GOVERNO =========================================== propongono pensione a 63 anni con penalizzazioni. la generazione che andrà in pensione nei prossimi 5/6 anni ha iniziato a lavorare tra i 15 e i 20 anni. Questo significa che, se dovesse diventare legge la proposta, chi ha iniziato a lavorare a 15 anni all'età di 63 anni avrà lavorato ben 48 anni e chi ha iniziato a lavorare a 20 anni avrà lavorato 43 anni. Ora il governo propone a questa generazione di poter,FORSE, andare in pensione all'età di 63 con una penalizzazione (in discussione la percentuale) Quindi il GOVERNO STA PROPONENDO possibilità di andare in PENSIONE dopo aver versato 43 / 48 anni di contributi ---> CON PENALIZZAZIONE? MA STATE PRENDENDO IN GIRO LA GENTE? ==================================== Ma da che parte sta questo governo, chi rappresenta? non si è mai visto fare una legge sociale a COSTO ZERO per lo stato. LO STATO NEGLI ANNI PASSATI HA PRESO I SOLDI e li ha mal gestiti, NON E' CERTO COLPA della gente che ha lavorato e versato onestamente i CONTRIBUTI. TOCCHINO I LORO PRIVILEGI. NON SI SENTE PARLARE DI ABOLIZIONE DEI VITALIZI A TUTTI I PARLAMENTARI E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!!!!!!!!!!!!!! Perchè questo non si può fare? Prima di toccare onesti cittadini che hanno lavorato e continuano a lavorare e versare fior di soldi, toccate i vostri ASSURDI PRIVILEGI. in caso contrario ci ricorderemo in tanti alle prossime elezioni.