BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPILLO/ La domanda che manda "in tilt" sindacati e Confindustria

Infophoto Infophoto

Il contratto nazionale è diventato, per modalità e contenuti, una coperta troppo stretta o rigida per le relazioni sindacali esistenti nelle diverse realtà del Paese. E questa necessità di avere più ampi spazi di manovra e di contrattazione accomuna imprese e rappresentanze sindacali. Da questa realtà in movimento viene anche la tensione fra confederazioni e sindacati di categoria. La rappresentanza centrale assicurata dalle confederazioni è diventata, assieme alle rigidità della contrattazione nazionale e alla crisi della concertazione governativa, un freno all'innovazione contrattuale e alle nuove forme di rappresentanza aziendale.

Si sta concludendo un ciclo, iniziato a fine anni '60, che come molte cose in Italia, essendo durato troppo rispetto ai problemi cui dava risposta, rischia di spegnersi senza che da parte dei protagonisti vi sia una piena coscienza di quanto sta avvenendo. Quando le prese di posizione di grandi associazioni di rappresentanza di interessi appaiono sempre più alla maggioranza dei cittadini come iniziative rituali vuote di contenuti, si deve aprire un coraggioso dibattito di autoriforma.

Tornare a porre al centro del proprio agire le spinte da cui vengono queste grandi organizzazioni non si può ridurre alla difesa di un potere che non ha più la forza di realizzare risposte ai bisogni cui doveva rispondere con volontà di servizio. Che anche nel sindacato affiori un moralismo populistico sugli stipendi dei dirigenti indica che si sta perdendo di vista ciò che serve alla società e ci si sta chiudendo in una torre d'avorio dove l'autoreferenzialità prevale sull'essere al servizio dei rappresentati.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
27/09/2015 - Vuoto di legge (Moeller Martin)

Nei paesi civile i cosiddetti diritti fondamentali sono regolati per legge e non lasciati agli umori ed agli intrallazzi delle 'parti sociali'. Nelle piccole aziende poi il sindacato è superfluo perché gli accordi si fanno faccia a faccia su base singola.