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RIFORMA PENSIONI 2015/ Il rischio "buchi" per flessibilità, lavoratori precoci e donne

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Ritengo che la definizione vada trovata in base a valutazioni mediche e per tipologie di mansione. Il lavoro usurante è quello che determina l’esigenza di un’applicazione costante e che comporta rischi per sé e per persone terze, come per esempio nella movimentazione di mezzi pesanti. E’ un concetto scivoloso, tanto è vero che in passato si è chiesto di applicare il concetto di lavoro usurante agli stessi insegnanti. Soprattutto a quelli di asilo e scuola elementare, che da una certa età in poi ritengono di non avere la capacità psicofisica per seguire le classi.

 

Occorrono misure per aiutare ad andare in pensione anche le donne che per alcuni anni non hanno lavorato in quanto si sono occupate della famiglia?

E’ necessario fare un discorso relativo alla conciliazione dei tempi di lavoro e di vita familiare. Nel momento in cui però questo Paese vive una devastante crisi fiscale, è molto problematico conciliare questa realtà con precetti sia pure giusti e condivisibili. Se saremo bravi e fortunati riusciremo a fare rientrare nel concetto della conciliazione dei tempi di lavoro e di vita le giovani generazioni correnti. Per quelle precedenti lo ritengo difficile per manifesta mancanza di risorse.

 

Ancora una volta non se ne farà nulla?

Purtroppo abbiamo passato 20 anni a parlare di quoziente familiare, ma sono sempre rimasti chiacchiere perché al momento di tradurle in pratica ci si è scontrati con la realtà. Quest’ultima è fatta di una crisi fiscale che si sta aggravando con il passare del tempo.

 

(Pietro Vernizzi)

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