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RIFORMA PENSIONI 2015/ Nuovi "precari" e vecchi trucchi non vanno d'accordo

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In primo luogo, per quanto difficile possa sembrare trovare un'alternativa, ridurre la spesa pensionistica allungando l'età pensionabile o penalizzando il pensionamento anticipato rivela un approccio puramente aritmetico. Escono dalla considerazione alcuni fattori che pure rivestono una certa importanza sul piano sociale. Oggi in certe posizioni lavorative si diventa vecchi troppo precocemente. Ricordo che nel "lontano" 1998, quando lavoravo presso una banca locale di significative dimensioni, vidi un collega in panico perché costretto a traslocare e ad abbandonare la scrivania che era stata ininterrottamente sua per quasi 35 anni di lavoro: inutile dire che su quella scrivania, diversamente dalle altre, non c'era alcun pc, ma una vecchia calcolatrice.

Pochi mesi fa un grosso gruppo bancario ha ingaggiato un manager proveniente dalla Silicon Valley per creare un pool di ricerca e innovazione all'avanguardia. Le strategie possono cambiare da un'azienda all'altra; resta che i ritmi di sviluppo odierni, spesso legati alle nuove tecnologie, non sono nemmeno paragonabili al passato più recente e, a mio avviso, lasceranno sul terreno parecchie persone, tutt'altro che in tarda età, giudicate non più riqualificabili dal management aziendale. 

In secondo luogo, occorre tener presente che la fisionomia del lavoro oggi è sempre meno stabile rispetto al passato a causa di cambiamenti dovuti sia a fasi negative come la perdita del lavoro, sia a circostanze positive, come il più frequente presentarsi di opportunità estere, ad esempio, che comportano l'interruzione dell'attività lavorativa nel nostro Paese: la "precarietà" entra ormai in tutti i sensi nella definizione di qualsiasi situazione vissuta. Sul piano pensionistico, ciò comporterà meno entrate contributive e quindi minori livelli di copertura, con l'inevitabile introduzione di nuove misure correttive. 

E' solo per ricordare che avere a che fare con una riforma seria, sulle pensioni o su altro, significa sempre aver a che fare con la gente, non solo con i numeri.

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