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Riforma pensioni 2016/ News e ultime notizie. Damiano: sulle pensioni si fa terrorismo, servono contribuzioni stabili

Riforma pensioni news, con le ultime notizie e le novità di questo inizio 2016, a partire dalla battaglia che ricomincia per Opzione donna e i lavoratori precoci

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L’Associazione nazionale giovani consulenti del lavoro ha tenuto la sua assemblea di fine anno con diversi ospiti, come riportato oggi dalla Repubblica degli stagisti. Tra questi c’era anche Cesare Damiano, il quale ha voluto evidenziare come sul tema delle pensioni ultimamente “si fa terrorismo”, con riferimento alle dichiarazioni di Tito Boeri sul futuro previdenziale dei giovani, contraddistinto da assegni molto più bassi di chi va oggi in pensione, nonostante dovranno lavorare fino a 70 anni. Damiano ha ricordato che l’importante è riuscire ad “avere carriere continue con una contribuzione relativamente stabile”, perché chiaramente se si ha stabilità solo dopo i 35 anni diventa difficile costruirsi una pensione sostenibile.

In un’intervista a tutto campo con Il Manifesto, Susanna Camusso affronta anche il tema delle pensioni. Il Segretario generale della Cgil non risparmia critiche al Governo, evidenziando come il sindacato ritenga che le priorità del Paese siano altre rispetto a quelle individuate da Renzi. “Se vogliamo la fine dell’austerity in Europa, refrain più volte ripetuto dallo stesso Renzi, dobbiamo mettere al centro il lavoro, la redistribuzione dei redditi e la riduzione delle disuguaglianze. Non il profitto, l’impresa e la finanza”, ha detto. Camusso ha poi aggiunto che “al presidente del consiglio non basterà celebrarsi sulla sua e-news per aver tolto l’articolo 18. Sulle pensioni abbiamo aperto una vertenza e cercheremo in tutti i modi di ottenere dei risultati”. Come noto la vertenza interessa anche Cisl e Uil e punta, in particolare, alla flessibilità dai 62 anni e a Quota 41 per i lavoratori precoci. Vedremo se produrrà risultati nel 2016.

Il 2016 non inizia benissimo per le donne, che dal punto di vista pensionistico si vedono costrette ad affrontare un “gradone” di 22 mesi: a tanto ammonta infatti l’aumento dell’età pensionabile per le dipendenti del settore privato, che passa da 63 anni e nove mesi a 65 anni e sette mesi. Sarebbe quindi importante che venisse prorogata, oltre a quanto fatto con la Legge di stabilità, Opzione donna, quanto meno per rendere possibile alle italiane di poter scegliere se andare in pensione anticipata seppur con una decurtazione dell’assegno non di poco conto (si calcola che mediamente si aggiri intorno al 25-30%).

In questo senso le prime dirette interessate sono le italiane nate nell’ultimo trimestre del 1958 (o del 1957 se lavoratrici autonome). A differenze delle altre coetanee nate entro il terzo trimestre, infatti, ancora non possono accedere a Opzione donna. Devono sperare che il “contatore” predisposto dalla Legge di stabilità verifichi che ci siano dei risparmi dai fondi stanziati, così da poter essere a loro destinati. Non sarà quindi un anno facile e non a caso sul gruppo Facebook “Opzione donna - Ultimo trimestre 1957-1958” si può leggere un post che recita, tra le altre cose: “Il 2016 rappresenterà un anno molto importante per noi del 4T. Per il nostro gruppo, per ognuno di NOI dovrà essere un anno di unione, di speranza, di lotta per ottenere ciò che è un NOSTRO DIRITTO”. 

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