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SPILLO/ Lavoro, un "anello" vale più dei bonus di Renzi

Raffaele Bonanni (Infophoto) Raffaele Bonanni (Infophoto)

Il governo vuole davvero cambiare impostazione? Continuerà ad affidarsi a "espedienti" cattura consensi come quelli annunciati di soldi a favore dei diciottenni? Nei paesi più industrializzati, i governi si occupano di fertilizzare il contesto concreto favorevole all'impresa; più che provvidenze a poggia, si interessano di consentire alle aziende di avere servizi efficienti e a basso costo. Speriamo che il 2016 porti consiglio ai nostri governanti e decidano finalmente di fare cose semplici, vere, efficaci. 

Se si vuole far crescere l'occupazione, bisogna riprendere in mano le leve riguardanti l'andamento dell'economia, soprattutto il nodo oramai scorsoio relativo alle tassazioni di impresa e di famiglia. Se c'è un qualcosa che davvero merita attenzione e impegno governativo è il rapporto tra mondo del lavoro e studenti di scuola media superiore e di corsi universitari. Sono pressoché inesistenti le pratiche di rapporto tra scuola e lavoro, ed è interesse generale recuperare il tempo perduto.

Fiumi di parole si sono sprecate per questo vero e proprio gap di sviluppo, ma neanche nel recente piano Garanzia giovani, anch'esso  lautamente finanziato, ci si è occupati dei tirocini che possono costituire un vero e proprio anello di congiunzione tra giovani in apprendimento e aziende industriali, di servizio e amministrazioni pubbliche.

Continuano a essere diffusi i dati occupazionali negativi giovanili, ma essi sono fortemente falsati, per la semplice constatazione che essendo statistiche relative a giovani dai 15 ai 24 anni, la stragrande maggioranza di costoro è a scuola o università e comunque difficilmente cerca lavoro alla età di quando lo cercavano i loro genitori. Più che meravigliarci della loro presunta difficoltà a trovare lavoro (almeno da 15 a 23-24 anni), dovremmo meravigliarci che i nostri giovani arrivano in azienda dopo il diploma o laurea e non hanno alcuna idea come è organizzato il lavoro a cui sono destinati.

La speranza che con l'anno nuovo ministero del Lavoro, Miur, Regioni, Confindustria e sindacati, elaborino un piano programma di tirocini per coinvolgere nell'esperienza del lavoro quei giovani che sinora sono stati oggetto di attenzione con le parole e non con ciò che li può occupare perché più preparati al compito che li aspetta. Questa sì che potrebbe essere una buona notizia che il Governo potrebbe sfruttare per accrescere i suoi consensi. Almeno così ci guadagnerebbe anche il Paese.

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