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Lavoro

Riforma pensioni 2016 / Le novità che "rottamano" i calcoli di Inps e Governo Renzi

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In tutto questo, il Ministro Poletti in una recente intervista, a commento delle misure sull'invecchiamento attivo contenute nella Legge di stabilità, si sarebbe lasciato sfuggire una frase, a mio avviso, assai significativa: "Possiamo pensare che una stessa persona possa fare lo stesso lavoro nelle stesse modalità a 30 come a 60 anni? Io credo di no. E non possiamo nemmeno pensare che si lavori intensamente fino all'ultimo giorno e poi quello successivo uno si ritrovi ad andare al parco". Al di là dell'immagine del parco, che certamente non mi entusiasma, il problema serio è la qualità odierna del lavoro: grosse aziende multinazionali di consulenza mandano tutti a casa al massimo a 60 anni, indipendentemente dalla maturazione dei requisiti pensionistici, assicurando spesso laute buone uscite che compensano l'assenza dello stipendio e della pensione. I ritmi imposti oggi dall'innovazione tecnologica riducono ulteriormente tale limite di età rischiando di lasciare macerie dietro di sé negli anni a venire.

Sono temi che sfuggono all'approccio calcolistico, attuariale o elettorale, che purtroppo pare l'unico catalizzatore del dibattito politico di oggi.

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