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Lavoro

PEOPLE STRATEGY/ Flessibilità e talenti: un 2016 ricco di sfide per i manager delle risorse umane

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Le stesse, nuovissime. Più altre che si aggiungono. “Rendere più flessibile e agile l’organizzazione” conquista il gradino più alto del podio fra le top priority, sopravanzando il must 2015 (“Sviluppo dell’engagement”), che resta tuttavia imperativo. Assieme alla capacità dell’HR di supportare i responsabili della linea, all’impegno sul fronte della performance e del cambiamento. Non sorprende che il “campione direzionale” rimanga preoccupato di incrementare la produttività: cioè la regola portante del gioco aziendale, che ha come esito l’ultima linea del conto economico. Ma il vertice aziendale per primo sa che l’efficienza-efficacia della gestione e la sostenibilità della strategia dipendono in modo cruciale dalla “cassetta degli attrezzi” della funzione HR e dalle competenze di quella particolare portzione del people aziendale. E nell’Agenda 2016 stilata da OD&M per conto della community HR, due leve assumono un profilo importante: la “gestione dei talenti” e lo “sviluppo della leadership”. 

“L’engagement e la retention di talenti, la capacità di attrarre, valorizzare e trattenere le competenze necessarie allo sviluppo del business - dice Cavasin - appare altrettanto prioritario che far crescere all’interno dell’organizzazione la cultura della leadership e stili manageriali strettamente orientati alla performance.

La ricerca - presentata da Rossella Riccò (Senior Consultant Area Studi e Ricerche di OD&M) - è stata commentata da Anna Grandori, ordinario presso il dipartimento Management e Tecnologia dell’Università Bocconi) e quindi discussa in una tavola rotonda da : Irene Cattani (Geico), Sandro Crestani (Osram), Mariluce Geremia (Gruppo San Marco), Enio Gualandris (Radici Partecipazioni), Laura Pessina (Copty Italia) ed Elena Tedesco (Spirax Sarco). 

 

(Antonio Quaglio)

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