BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IDEE/ Occupazione, ecco come l'Italia può guadagnare 5 anni

Infophoto Infophoto

Perché tutto ciò assuma il nuovo significato di una rimessa in moto di chi cerca lavoro serve però una rete di servizi al lavoro che sostenga i nuovi sistemi di ammortizzatori sociali. Tra poco partirà la nuova Agenzia per l'occupazione. Il compito di avviare i nuovi servizi al lavoro sarà immane. Se però lo schema è quello individuato dal contratto di ricollocazione non si deve perdere tempo: chi riceve un sostegno al reddito deve essere posto in condizioni di attivarsi per ricercare una nuova occupazione attraverso sevizi di sostegno, orientamento e formazione, solo se finalizzata a occupazione certa.

Per ottenere velocemente risultati mi auguro si proceda subito alla creazione di una rete che coinvolga Centri per l'impiego pubblici e Agenzie per il lavoro privato. È l'unico modo per avere una rete nazionale di sportelli adeguata ad affrontare il problema. Non deve essere uno schema gerarchico (il pubblico decide i progetti e altri eseguono), ma una rete collaborativa e competitiva. Solo così si riformeranno, nell'impegno quotidiano, troppi centri che trovano giustificazione solo nello svolgere pratiche burocratiche come se fossero i vecchi uffici di collocamento. Vi è invece bisogno di un sistema di valutazione che renda pubblica l'efficienza ed efficacia dei servizi erogati ai disoccupati.

Efficace è un servizio che aiuta il maggior numero di persone a ricollocarsi e non solo a prendere in carico un grande numero di curriculum. In questo modo sarà possibile proseguire e rilanciare anche l'esperienza del progetto "Garanzia giovani". Finora è stato un percorso senza risultati. Un sistema di servizi efficace può invece riprendere gli obiettivi attesi e offrire occasioni di lavoro vere. Insieme al decollo del percorso duale di formazione e lavoro e con l'impegno ad assicurare a tutti gli studenti un periodo lavorativo nel corso del periodo scolastico, si può aprire una nuova fase di politiche del lavoro rivolte ai giovani.

Chi ha esperienza in questi servizi deve essere attivato per partecipare alla rete di nuove iniziative. Non possiamo lasciare da parte nessuno se vogliamo un 2016 con più opportunità di lavoro per tutti.

© Riproduzione Riservata.