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RIFORMA PENSIONI 2016/ Lamonica (Cgil): pensione anticipata ed esodati, basta rinvii dal Governo

Una protesta degli esodati Una protesta degli esodati

Il governo è stato insensibile alla discussione su questi temi. Ha attuato la settima salvaguardia, ma non ha inteso completare il percorso. Ne sono rimasti esclusi i lavoratori della scuola, noti come “Quota 96”, ma ci sono anche l’errore sui macchinisti e la questione delle ricongiunzioni onerose.

 

Più si va avanti con il tempo e più spuntano dei nuovi esodati. È un pozzo senza fondo?

Non è vero, non è vero: non bisogna fare confusione. Gli esodati sono quanti erano usciti dal mercato del lavoro prima dell’applicazione della legge Fornero. I numeri dei veri esodati sono stati noti fin dall’inizio. Finora ne sono stati salvaguardati 160mila, e ne rimane fuori una piccola parte. Il problema è che adesso si definiscono come esodati anche quanti hanno perso il lavoro dopo il 2011, che magari non hanno più ammortizzatori sociali e che non potendo andare in pensione rimangono in una condizione di limbo. Per queste persone serve la flessibilità pensionistica, e non un numero infinito di salvaguardie.

 

Si dice sempre che bisogna ridurre la spesa pubblica. Tutte queste proposte non rischiano di aumentarla?

È curioso che si faccia riferimento alla capacità di spesa pubblica solo quando si parla dei bisogni di chi lavora, e quindi delle persone più deboli della società. Il tema non è la capacità di spesa pubblica bensì dove vada indirizzata. Finora molte scelte che sono state fatte sono andate in altre direzioni, ma quando si è voluto spendere lo si è fatto.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
26/01/2016 - riforma pensioni (Luciano Vignati)

Una volta, quando ancora la vita sociale degli italiani era basata sul "bel sol dell'avvenire" cioè il socialismo, ai lavoratori (veri) era concesso il meritato riposo a qualunque età purché avessero lavorato almeno 40 anni, che non era e non è poco tenuto conto che anche nell'antica Roma gli schiavi diventavano liberti ad una certa età in funzione di come venivano utilizzati. Ora un governo con una maggioranza che si autodefinisce progressista di sinistra, in virtù del mantenimento di privilegi assurdi alla sua classe politica, lascia che dei soggetti deboli (lavoratori del settore privato) siano in balia del più spietato capitalismo senza fornire loro nessun aiuto concreto per raggiungere decorosamente l'obiettivo della pensione. E così per fregarli hanno inventato l'aspettativa di vita, ma quale, la loro di grassi maiali della "fattoria degli animali" che se ne fregano se un edile è costretto a 65 anni a lavorare sui tetti anche se ha lavorato più di 40 anni e con anche il rischio di restare (a quella età) disoccupato. Purtroppo, in Italia i parassiti (noti elettori del PD) sono talmente in tanti che per i poveri lavoratori veri non resta che affidarsi alla carità privata o morire di di stenti in attesa della pensione. Forse per loro nell'altro mondo ci sarà certamente il paradiso.