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Lavoro

SINDACATI E POLITICA/ Quale unità tra Cgil, Cisl e Uil?

Camusso, Furlan e Barbagallo (Infophoto)Camusso, Furlan e Barbagallo (Infophoto)

Per quanto resti da chiarire e da meglio declinare il rapporto tra contratto collettivo nazionale del lavoro e contratto di secondo livello, val la pena di recuperare un passaggio dell’accordo generale: “Fermo restando un modello contrattuale articolato su due livelli, non sono più immaginabili schemi rigidi e immutabili nel tempo. L’esperienza di questi anni suggerisce piuttosto un sistema generale di regole basilari, sulle quali poter innestare in modo flessibile gli adeguamenti/aggiornamenti necessari, realizzando così una effettiva complementarietà fra tutti i livelli. Non esiste, infatti, un modello figlio della crisi, ma la definizione di regole figlie di una attenta lettura delle diverse necessità dell’attuale sistema di impresa e della diversa composizione professionale del lavoro. Diversità non solo settoriali, ma anche dimensionali, territoriali, di mercati di approvvigionamento e di vendita e, quindi, organizzative”.

È evidente che il livello confederale ha compreso la centralità di storie e culture dei settori, la criticità sta nel definire il rapporto tra i due livelli, e quindi tra federazioni e confederazioni. Naturalmente gli interessi in gioco sono tanti e diversi, ma chi scrive scommette che la questione troverà chiarimento nel confronto, quando sarà, con gli Industriali. Il prossimo presidente sarà un meccanico, e non c’è dubbio che la meccanica vuole più libertà per il secondo livello. Certo non si potranno costringere a prassi analoghe quei settori dove il Ccnl resta più centrale (vedi settore chimico per esempio), ma lo stesso rinnovo in ballo nel settore della metalmeccanica offre un’occasione importante.

 

Twitter @sabella_thinkin

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