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Lavoro

Liberi Professionisti e Partite Iva / DDL Lavoro autonomo: vietati i pagamenti oltre 60 giorni dalla consegna della fattura

Il Governo sembra pronto ad approvare già giovedì il Ddl sul Lavoro autonomo, un importante provvedimento per partite Iva e liberi professionisti. Vediamo le ipotesi di interventi

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A quanto sembra, il Governo Renzi sta prendendo in seria considerazione l’idea di proporre un ddl dedicato alle partite iva ed ai liberi professionisti. Secondo le anticipazioni tra le novità più interessanti che verranno apportate figura quella relativa ai termini di pagamento ed in particolare non potranno essere superiori ai 60 giorni rispetto alla consegna della fattura. Inoltre, verranno le definite abusive clausole dei contratti tra impresa e lavoratore autonomo che consentono all’impresa di cambiare in maniera unilaterale le condizioni del contratto o recedere dal contratto stesso senza un congruo preavviso. Infine, ci sarà l’obbligatorietà di un contratto in forma scritta.

Il Governo sembra pronto ad approvare già giovedì il Ddl sul Lavoro autonomo, un importante provvedimento per partite Iva e liberi professionisti che Matteo Renzi aveva di fatto promesso già lo scorso anno. Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, le principali novità riguarderebbero soprattutto le tutele. In particolare, le donne potranno avere l’assegno di maternità anche senza sospendere l’attività lavorativa, dato che spesso si trovano nell’impellenza di termine o consegnare dei lavori. Inoltre, in caso di malattie gravi, comprese quelle oncologiche, si potrà sospendere il pagamento dei contributi sociali fino a un massimo di due anni, trascorsi i quali si potrà procedere alla rateizzazione degli arretrati. Ci saranno anche norme per evitare clausole vessatorie e ritardi nei pagamenti dei committenti e per quanto riguarda lo smartworking, dovrebbe essere approvata una norma secondo cui il lavoratore dovrà ricevere, a parità di mansioni svolte ,un trattamento economico non inferiore a quello dei dipendenti dell’azienda, oltre a un’assicurazione sugli infortuni. Le spese di formazione potranno poi essere dedotte fino a 10.000 euro l’anno.

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