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Lavoro

Riforma pensioni 2016/ Simonetti (Lega): l’Inps sta “bloccando” Quota 41 e le proposte sulla flessibilità

Tito BoeriTito Boeri

A questa lettera dell’Inps la commissione ha già risposto ribadendo le posizioni che erano state espresse nel disegno di legge. Se noi intendiamo la quota 41 come il riferimento base per andare in pensione, non vedo perché l’Inps ci deve venire a dire che questo non va bene. Fatto sta che noi come commissione siamo sul pezzo e attendiamo che il governo si pronunci.

Quali saranno i prossimi passi?

Entro la fine di gennaio il comitato ristretto della commissione produrrà un testo base sul quale il governo dovrà poi esprimersi. Noi speriamo che l’Inps ci dia una mano sulle quantificazioni, in modo da avere una piattaforma non solo economica ma anche politica sulla quale ragionare tutti insieme. Entro l’estate vogliamo quindi riuscire ad avere una soluzione di questo tema che ormai sta diventando ineludibile.

La flessibilità è compatibile con l’esigenza di tagliare la spesa pubblica?

Buona parte di questi pensionati si ritirerebbero dal lavoro con il sistema “pro quota”, e quindi ciascuno riceverebbe quanto ha versato. Solo uno Stato-patrigno, e non certo un buon padre di famiglia, può pensare che le pensioni siano un peso per il bilancio pubblico. Le pensioni sono una forma di restituzione di ciò che uno ha versato durante la sua vita lavorativa. La spesa pubblica da ridurre è piuttosto quella per l’“assistenzialismo peloso”, i falsi invalidi e le uscite elevate dei ministeri.

 

(Pietro Vernizzi)

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