BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

Riforma pensioni 2016/ Oggi, 30 gennaio. Lavoratori precoci: al via le assemblee dei comitati, obiettivo "Quota 41" (ultime notizie live e news)

Riforma pensioni 2016, ultime notizie live e news: la rivalutazione parziale prevista con il meccanismo bonus Poletti è rinviata alla Consulta che ne deve appurare l’incostituzionalità.

InfoPhotoInfoPhoto

Fine settimana importante per i lavoratori precoci, che si stanno preparando alle prossime iniziative per cercare di portare a casa il risultato della cosiddetta Quota 41, ovvero la possibilità di andare in pensione dopo 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica e senza penalizzazioni. Sul gruppo Facebook "Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti" si vedono infatti foto di assemblee che si sono svolte a Torino e in Lombardia per la costituzione dei comitati locali. Iniziative che mirano a organizzare una grande manifestazione nazionale. Nel frattempo non mancano le apparizioni in alcuni programmi televisivi, dove i lavoratori precoci stanno riuscendo nelle ultime settimane a far sentire la loro voce. Un nuovo sostegno ai lavoratori precoci, e alla loro battaglia per andare in pensione dopo 41 anni di contributi versati, è arrivato da Fulvia Colombini, membro del Collegio di Presidenza di Inca, il Patronato della Cgil. Durante la trasmissione Mi Manda Rai 3, dove era ospite, ha infatti detto che occorre una riforma delle pensioni che fissi un tetto previdenziale a 41 anni di contributi, dopo i quali bisognerebbe andare in pensione. Una proposta che i lavoratori precoci fanno da tempo, supportati anche dalle iniziative legislative di Cesare Damiano, che però al momento rimangono confinate nella commissione Lavoro della Camera. Cgil, Cisl e Uil hanno fatto propria questa richiesta, ma al momento non hanno ricevuto alcuna risposta dal Governo. 

Per le pensioni sembrano essere in arrivo delle novità che non accontenteranno molti italiani. Con il ddl delega per il contrasto alla povertà è infatti probabile che le pensioni di reversibilità verranno ancorate al reddito. Repubblica riporta in questo senso le dichiarazioni del commissario straordinario dell’Isfol Stefano Sacchi, secondo cui “l’intenzione del Governo è di razionalizzare i criteri di accesso alle prestazioni esistenti”. Tuttavia le nuove regole verranno applicate solo per le nuove erogazioni e non per quelle in essere. Dunque non conterà solo il numero dei superstiti, ma anche il loro reddito. 

Il Consiglio dei Ministri nelle ultime ore ha approvato un provvedimento collegato alla legge di Stabilità che sembra avere come obiettivo quello di riordinare il sistema delle prestazioni assistenziali erogate sotto forma di pensioni per ottenere risorse finanziarie da destinare ad un nuovo ed importante strumento per contrastare la povertà. Nello specifico dovrebbero esserci una serie di tagli tra cui quello relativo alle pensioni erogate all’estero con esplicito riferimento a “prestazioni di natura assistenziale,nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi, inclusi gli interventi rivolti a beneficiari residenti all’estero”. Insomma una vera e propria stretta sull’assistenza. Staremo a vedere.

Mentre il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, continua nel proprio pressing per ottenere la flessibilità con un appuntamento per il prossimo 11 febbraio in cui incontrerà i dirigenti dell’Inps, arrivano dei dati relativi alle pensioni che ci parlano di un raddoppio di quelle di anzianità. Dati che sono lo specchio fedele di quanto la Riforma Fornero ha cambiato volto al sistema pensionistico. I dati in oggetto arrivano da una fonte molto autorevole come quella dell’Inps, sottolineando come sia proseguito nell’ultimo anno il trend di crescita delle pensioni di anzianità. Nello specifico raddoppiano i trattamenti di pensione anticipata per gli artigiani ed inoltre c’è stato un enorme utilizzo dell’Opzione donna per andare in pensione a 57/58 anni e con 35 anni di contributi. Invece non ci sono variazioni per quanto concerne le pensioni di vecchiaia.

Enrico Zanetti è stato promosso al ruolo di viceministro dell’Economia, ma sembra essere stato bocciato dai lavoratori precoci. Uno di loro è stato infatti ospite oggi a Mi Manda Rai 3, dove in collegamento c’era anche il Segretario di Scelta Civica, il quale ha evidenziato come la priorità per interventi in tema di previdenza vada data a chi resta senza lavoro a pochi anni dalla pensione. Zanetti ha però poi difeso la Legge Fornero e ha anche ricordato che l’aumento dell’età pensionabile dovuto all’aspettativa di vita cresciuta non è imputabile all’ex ministro. Sul gruppo Facebook “Pensioni lavoratori, precoci ed esodati” è però comparso un post che chiede di esprimere la propria rabbia e il proprio dissenso sulla pagina Facebook ufficiale del viceministro. Segno che le sue parole proprio non sono piaciute ai lavoratori precoci. 

Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano ha voluto ribadire il concetto relativo all’introduzione della flessibilità in uscita dal mondo del lavoro evidenziando degli importanti passi in avanti ottenendo la scheda tecnica della proposta presentata nell’anno 2013. Damiano ha commentato la vicenda pubblicando un post sul proprio profilo facebook: “L’insistenza con la quale abbiamo richiesto questa documentazione alla fine ha pagato. Abbiamo anche fornito all’Inps tutte le spiegazioni che ci sono state richieste alla fine di avere nell’incontro fissato per l’11 febbraio prossimo, i nuovi calcoli aggiornati circa il costo di questa proposta di correzione della legge Fornero”.

La sentenza del Tribunale di Palermo sul bonus Poletti potrebbe avere un effetto dirompente e Mimmo Di Matteo, Segretario della Fnp-Cisl di Trapani ha spiegato che ci sono già presentato un ricorso simile contro il “rimborso parziale” del Governo Renzi per la mancata indicizzazione degli assegni varata dal Governo Monti. Per Di Matteo, la sentenza arrivata da Palermo, che rinvia alla Consulta il parere di incostituzionalità della norma, non fa altro che avvalorare la tesi sostenuto dal sindacato (così come dalle altre organizzazioni dei lavoratori). “Ci auguriamo che questi pronunciamenti convincano il governo nazionale a non infierire più sui pensionati che sono, come ribadiamo spesso, l’ammortizzatore sociale di tante famiglie in difficoltà per via della crisi”, ha aggiunto il sindacalista. 

Tito Boeri torna a palare delle buste arancioni. Il Presidente dell’Inps a margine di un convegno all’Università Bocconi di Milano ha spiegato che non intende limitarsi all’operazione “pin online”, che consente di poter visualizzare una simulazione della propria pensione futura direttamente dal sito dell’Inps. Anzitutto perché intende allargare questa possibilità anche ai dipendenti pubblici e alle gestioni speciali. Inoltre, Boeri ha spiegato che non pensa che la consultazione online possa sostituire le buste arancioni “che vogliamo mandare comunque perché molte persone oggi non sono ancora digitalizzate”. 

Non arrivano buone notizie sul fronte pensionistico. Il Governo è infatti intenzionato a riordinare il sistema delle prestazioni assistenziali, incluse quelle erogate sotto forma di pensioni, in modo da ricavare risorse utili a finanziare uno strumento di contrasto alla povertà. Giuliano Poletti ha escluso interventi sulle prestazioni legate a invalidità e disabilità, ma per le altre la ricognizione dell’esecutivo potrà essere compiuta e verranno anche “vagliate” le prestazioni erogate a cittadini residenti all’estero. In questo senso potrebbe quindi non esserci un incentivo a trasferirsi all’estero, una volta in pensione, per godere di particolari condizioni fiscali. 

Importanti novità in arrivo per quanto concerne la rivalutazione delle Pensioni, imposta dalla Consulta nel mese di aprile 2015, allorché venne definita incostituzionale la norma inserita nella Riforma Fornero stabilendo il congelamento dell’adeguamento degli assegni pensionistici. Nello specifico, la Consulta ora è chiamata a valutare la Costituzionalità della Rivalutazione delle Pensioni interpretata dal Governo Renzi che per risolvere la questione, ha previsto un rimborso parziale per i tanti pensionati che hanno incassato un importo mensile inferiore a quanto dovuto. Tra l’altro la sezione Lavoro del Tribunale di Palermo ha dato ragione a un pensionato che ha presentato ricorso contro il Bonus Poletti con relativa trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. Insomma, all’orizzonte si intravede un’ulteriore appendice della vicenda. Staremo a vedere.

© Riproduzione Riservata.
COMMENTI
30/01/2016 - o muore Renzi o spariscono i pensionati. (Lino Fois)

http://www.ilsussidiario.net/Commento/674467/News/Lavoro/2016/1/30/RIFORMA-PENSIONI-2016-Oggi-30-gennaio-raddoppiano-le-pensioni-di-anzianita-ultime-notizie-live-e-news-/ ancora una volta contro i pensionati. cosa si aspettavano che morissero tutti prima di arrivare a 43 anni di contributi, mi dispiace per Renzi ma se non vuole pagare le pensioni per dare i soldi alle banche deve fare un'ulteriore passo, camere a gas per chi arriva alla pensione. se non si fa una rivolta al più presto in italia rimarrano solo banche e banchieri, politici, bocconiani buoni a nulla, cioe gli esseri piu spreggevoli e delinquenti della faccia della terra