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Riforma pensioni 2016 / Tra esodati e lavoratori precoci, gli errori che si possono (ancora) evitare

In attesa della riforma delle pensioni promessa per il 2016, GESSICA ROSTELLATO ci spiega come si potrebbe intervenire sui lavoratori precoci e come avrebbe affrontato il problema esodati

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«Sugli esodati si è fatto un errore a monte. Anziché avviare le salvaguardie, che rischiano di essere una strada senza fine, bisognava puntare su un ammortizzatore sociale ad hoc per le persone al di sopra di una determinata fascia di età». Lo evidenzia Gessica Rostellato, membro della commissione Lavoro pubblico e privato e deputato del Pd dopo essere fuoriuscita dall’M5S. La legge di stabilità 2016 ha varato la settima salvaguardia degli esodati, ma molte persone rimangono ancora fuori e presto occorrerà intervenire con un’ottava salvaguardia.

Che cosa ne pensa della settima salvaguardia degli esodati contenuta nella legge di stabilità? Su questo ritengo che si sia fatto un errore a monte, e che non andasse intrapresa la strada delle salvaguardie. Nel caso specifico degli esodati avrei puntato su un ammortizzatore sociale ad hoc per le persone al di sopra di una determinata fascia di età, sapendo che superata una certa soglia è più difficile essere ricollocati nel mercato del lavoro. In questo modo si sarebbe permesso loro di raggiungere l’età pensionabile, di avere una vita dignitosa, ma con uno strumento temporaneo che non fosse la pensione stessa.

Il ministro Poletti ha detto che il 2016 sarà l’anno della flessibilità pensionistica. Lei come ritiene che vada realizzata? Deve essere una soluzione che dia la possibilità di percepire una pensione adeguata, senza una penalizzazione eccessiva, ma che permetta una sostenibilità del sistema pensionistico senza esborsi troppo grandi per lo Stato.

Condivide la proposta di Cesare Damiano, che consentirebbe di andare in pensione con 35 anni di contributi e 62 anni di età? La proposta del presidente Damiano ha sicuramente dei lati positivi, non a caso era stata presa in considerazione anche dagli uffici dell’Inps. La sua particolarità è rappresentata dalle penalizzazioni per chi va in pensione anticipatamente (fino a un massimo dell’8% della pensione, ndr).

Perché allora questa proposta non è ancora stata approvata? Finora non si è riusciti ad arrivare a una soluzione per una questione economica. Con il governo bisognerà vedere se effettivamente la proposta di Damiano è sostenibile dal punto di vista del bilancio. Dopo averne discusso per due anni in commissione Lavoro, finora non siamo riusciti a portare questa proposta a compimento proprio per la difficoltà di finanziarla. L’idea quindi può essere buona, ma bisogna capire comunque se sia sostenibile.

Quale soluzione propone invece per i lavoratori precoci?