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SINDACATI E POLITICA/ La carta "scombina-tutto" in mano alla Cgil

Oltre a Maurizio Landini, anche Emilio Miceli entrerà nella Segreteria Confederale della Cgil. Per il sindacato potrebbe aprire una nuova stagione, spiega GIUSEPPE SABELLA

Maurizio Landini (LaPresse) Maurizio Landini (LaPresse)

Non solo Maurizio Landini, ma anche l'attuale Segretario Generale della Filctem Emilio Miceli farà parte della nuova Segreteria Confederale della Cgil. Andando con ordine, Landini ha di recente confermato in un'intervista al Fatto Quotidiano quanto scriviamo su queste pagine sin dalla scorsa primavera: una volta firmato il contratto metalmeccanico, trattativa giunta ormai all'ultimo miglio, il Segretario Generale della Fiom passerà in Cgil.

Per quanto il negoziato resti complesso e difficile, nulla è scontato; ma è più facile che si firmi il contratto piuttosto che salti tutto. Questo soprattutto per l'interesse delle Parti tutte, da Fabio Storchi a Landini, nel giungere all'agognata intesa. E, a quel punto, Landini entrerà in Confederazione anche molto attrezzato in vista del Congresso del 2018; il lavoro che più che altro sta facendo in vista delle firme è far capire ai suoi la bontà delle soluzioni trovate, soprattutto in materia di salario indiretto (leggasi welfare integrativo), di cui fino a ieri la Fiom non era molto per la quale.

Tornando alla Cgil, la novità, benché non sia una sorpresa, è che anche Miceli lo seguirà. Il Segretario dei chimici, molto legato a Susanna Camusso, esprime tuttavia una sensibilità diversa. Viene innanzitutto da un settore dove c'è molta più cultura partecipativa e in cui, in virtù di specificità industriali, sono state compiute scelte strategicamente completamente differenti: non a caso, sia sulla questione Trivelle che sul referendum costituzionale, le posizioni di Landini (no) e Miceli (sì) sono state e sono agli antipodi.

I bene informati dicono che entro un mese la Segreteria Confederale della Cgil dovrebbe essere convocata per sciogliere le riserve: come riportavamo in un recente articolo, dalla Segreteria sono usciti Fabrizio Solari, Vera Lamonica e Serena Sorrentino, quest'ultima - inizialmente la più indiziata a succedere a Susanna Camusso - passata a guidare la Funzione pubblica. L'Assemblea generale, riunitasi circa un mese fa, non ha deciso chi entra al posto dei tre in uscita: oltre a Landini e Miceli, non è escluso che il numero dei componenti della Segreteria passi da 8 a 10.

Ma al di là di questo dettaglio, la cosa più interessante è vedere cosa succederà da qui al Congresso del 2018. Landini è personaggio molto interessante in questo senso, più che uomo di federazione pare da sempre un perfetto confederale. Non c'è dubbio che lo stallo in cui da troppo tempo si trovano le confederazioni chieda uomini capaci di dare una scossa al sistema: Landini è certamente uno di questi. La Cgil scommetterà su di lui? O meglio un riformista moderato come Miceli?


COMMENTI
10/10/2016 - Potrà cambiare qualcosa? (Michele Ballarini)

L'accordo tra i sindacati confederali e il Governo sull'APE è sconvolgente. Anziché rispedire al mittente (Governo e suoi mandanti comunitari) l'indecente e truffaldina proposta, i sindacati hanno stipulato una sorta di accordo, di intesa, chiamiamolo come vogliamo, svendendo per l'ennesima volta i diritti dei lavoratori, di tutti i lavoratori. Questa è da molto tempo la condotta dei confederali, a causa della quale hanno sempre di più perso aderenza con la cosiddetta base dei lavoratori e, alla fine, iscritti. I sindacati confederali rappresentano se stessi. Un accordo con un governo amico, anzi, alleato (viste le "miliardate" elargite) degli industriali, VA COMBATTUTO. Il sindacato deve essere un contrappeso, oggi, alle politiche economiche ultraliberiste che stanno devastando la società civile e l'economia. Speriamo che con Landini qualcosa possa cambiare, anche se il tempo sembra ormai scaduto.