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Lavoro

Riforma pensioni 2017/ Treu: i lavoratori precoci e usuranti meritano un'uscita agevolata (Intervista)

Riforma pensioni 2017. Per TIZIANO TREU, i lavoratori precoci e quelli che svolgono attività usuranti meritano di avere un'uscita agevolata per andare in pensione

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“L’Ape sociale sarà molto utilizzata dalle persone più bisognose, nonché dalle stesse imprese. Quanti invece vorranno andarsene volontariamente e decideranno di pagare il prestito dovranno fare i loro conti, e magari saranno quelli che hanno pensioni più consistenti”. Lo afferma Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro, ex commissario straordinario dell’Inps e attualmente componente del Cnel. Nella legge di bilancio che sarà presentata sabato saranno contenute alcune misure sulle pensioni tra cui la quattordicesima per le pensioni più basse e l’anticipo pensionistico (Ape). Potrà beneficiare di quest’ultima misura chi compirà 63 anni, e potrà quindi andare in pensione con tre anni e sette mesi di anticipo.

Come valuta le misure in tema di pensioni stabilite grazie all’intesa tra governo e sindacati?

Lo ritengo un risultato positivo. Intanto è positivo che ci sia stata un’intesa anche su temi specifici. Quello sottoscritto dalle due parti non è un testo generico, ma che contiene impegni precisi e che toccano tutti i punti principali. In una materia come le pensioni è importante che si proceda con un accordo.

La quattordicesima per le pensioni più basse è la risposta che si attendeva?

La priorità non era questa bensì il fatto di introdurre forme di flessibilità come è l’anticipo pensionistico nelle tre varianti. L’aumento sotto forma di quattordicesima è una cosa giusta, ma io mi sarei concentrato di più anzitutto sulle minime in assoluto, e poi le altre risorse le avrei destinate a misure più urgenti. Considero più importante che si sia fatto un intervento a favore dei lavoratori precoci, del cumulo gratuito di prestazioni in diversi enti e poi dell’Ape che è uno strumento di flessibilità importante.

L’anticipo pensionistico comporta tagli importanti sull’importo delle pensioni. Secondo lei i pensionati ne usufruiranno?

Intanto tecnicamente non sono tagli, e questo fatto è sempre stato presentato in modo non preciso. La pensione infatti resta quella che è. Questo è un prestito, quindi è chiaro che per gli anni del prestito la pensione che non è tagliata subisce una riduzione. Non si tratta di una distinzione formale.

Perché?

In primo luogo il prestito può anche non essere totale: se si usa la Rita (Rendita integrativa anticipata) uno può per esempio ridurre la quantità del prestito. A quel punto la riduzione dell’ammontare sarà minore. Inoltre dopo 20 anni la pensione torna a essere totale. Una persona che arriva a una veneranda età avrà il suo assegno senza tagli e i superstiti riceveranno una pensione di reversibilità completa.

Per chi percepisce le pensioni più basse sono state pensate forme di agevolazione?