BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CONTRATTI E LICENZIAMENTI/ I veri colpevoli dell'ultimo flop italiano

LaPresse LaPresse

Non a caso, in contemporanea si registra anche l'aumento dei contratti di apprendistato, tipico strumento di formazione di investimento sui giovani. Sono dati che contrastano tra loro? No, perché anzi ci dicono che le novità introdotte in questi mesi vanno nella direzione giusta, cioè in quella di dare finalmente risposte positive alla disoccupazione giovanile. Il prossimo salto, però, dipenderà da altri fattori: anzitutto dalla ripresa complessiva del sistema economico, quindi dall'aumento, vero e consistente, del Pil e della produzione industriale. Poi anche dal sostegno alla alternanza scuola-lavoro: nel 2016 sono stati coinvolti 650mila giovani, ma abbiamo bisogno che questo strumento si diffonda, si precisi meglio, sia più performante e meno "burocratico", cioè che davvero preveda percorsi di integrazione tra l'intero sistema scolastico e il mondo del lavoro e delle imprese in generale. Un indicatore conferma questa linea: la gran parte delle attivazioni, infatti, è avvenuta al Nord, cioè ove più presenti le imprese e ove più intensi sono i rapporti con i mercati esteri. Non ci si può soffermare solo sul dato numerico, ma si deve guardare all'intero panorama.

Un ultimo dato, infine, riguarda invece l'aumentare dei licenziamenti per giusta causa, cioè per ragioni non legate direttamente all'andamento economico, ma che riguardano piuttosto i rapporti in azienda. Segno questo che sta cambiando una stagione sindacale, che sono finiti gli anni del secondo dopoguerra e dello Statuto dei lavoratori: e spia palese che occorre al più presto che tutti i soggetti in campo, e per primo il sindacato, si attrezzino per gestire meccanismi nuovi all'interno dei luoghi di produzione.

© Riproduzione Riservata.