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GIOVANI E LAVORO/ Le scommesse positive della Legge di stabilità

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La difesa del nostro sistema industriale e il sostegno alle Pmi impegnate in una fase di crescita passano per una ripresa degli investimenti e un'apertura di nuovi mercati. Se si saldano queste misure con quanto previsto dalla ripresa di una politica industriale come indicata dal progetto industria 4.0 possiamo ritenere che le previsioni di crescita possano uscire dai punti decimali per tornare a marciare a numeri interi. 

Ovviamente servono altre misure a sostegno di tutto ciò: politiche restrittive europee e contrazioni del commercio internazionale possono fermare e annullare gli effetti espansivi. È per questo che provare a trasformare i dati in nuova occupazione prevista è molto difficile. Se si riuscirà a mantenere una crescita netta di occupati sui 12 mesi superiore ai 600.000 si manterrà il trend positivo degli ultimi 24 mesi, accorciando così il sentiero di recupero dei posti di lavoro bruciati dalla crisi del 2008.

Nella Legge di stabilità vi sono però due scelte positive per quanto riguarda l'occupazione giovanile. Le agevolazioni alle aziende per assunzioni con contratti a tempo indeterminato saranno erogate solo per assunzioni di giovani (restano estese a tutti i lavoratori nel Mezzogiorno). Dato il risultato ottenuto nei due anni di applicazione ritengo possano dare una svolta alla discesa del tasso di disoccupazione giovanile. In ogni caso è un fatto positivo che la politica torni a scegliere indicando i target che si vogliono sostenere. Ciò indurrà anche le regioni a compiere scelte finalizzate ad ampliare l'effetto delle scelte generali indicate dal Governo. Vi è poi un'indicazione precisa a sostenere e generalizzare i percorsi di scuola-lavoro che nell'ultimo anno hanno rilanciato percorsi di apprendistato con il sistema duale fatto di formazione e lavoro in impresa.

In alcune regioni tale sistema riguarda anche ragazzi ancora in obbligo scolastico. I dati confermano che il sistema formazione lavoro ha ottenuto il "recupero" di quel 20% di giovani che generavano abbandono scolastico e ciò con una capacità di assicurare un inserimento lavorativo per oltre il 50% dei frequentanti i corsi. L'impegno del ministero del Lavoro a sviluppare e diffondere tali esperienze attraverso il coinvolgimento diretto delle imprese e introducendo anche in Italia il sistema duale può dar vita a quei percorsi formativi che possono dare due importanti vantaggi.

In primo luogo, offrire percorsi di recupero scolastico a quella fascia giovanile e di famiglie che non trova oggi una risposta nel sistema scolastico tradizionale. Inoltre, sarà possibile fornire quelle professionalità che, pur richieste dal sistema produttivo, non avevano sedi per essere formate. Nuovi operatori della formazione alleati con il sistema delle imprese possono così diventare nuovi centri di iniziativa per avviare al lavoro giovani altrimenti destinati a incrementare il numero dei Neet.

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