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Lavoro

GIOVANI E LAVORO/ Le scommesse positive della Legge di stabilità

Nella Legge di stabilità 2017, spiega MASSIMO FERLINI, ci sono delle misure, due in particolare, che possono contribuire all'aumento dell'occupazione giovanile

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I dati sull'andamento di assunzioni/licenziamenti divulgati in questi giorni dall'Inps hanno riacceso una stucchevole discussione sull'impatto generale del Jobs Act sul mercato del lavoro. Discussione stucchevole perché sono dati non comparabili con quelli forniti regolarmente da Istat e Governo. Basta rilevare la differenza fra il tasso dei comunicati stampa tesi a enfatizzare aspetti negativi e l'analisi formale dei dati che conferma le analisi appena uscite di Banca d'Italia.

Da un lato, si enfatizza il fatto che sono aumentati i licenziamenti e che riguardano i contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli a tempo determinato. Per sottolineare che ciò induce a una crescente precarietà, lo si mischia con il dato di crescita esponenziale avuto dai voucher. Ma proprio lo studio Inps sull'uso dei voucher appena pubblicato spiega che i lavoratori voucheristi sono per gran parte appartenenti a una platea diversa da quella stabilmente presente sul mercato del lavoro. Quindi la diffusione dei voucher è utile per aumentare il tasso di attività e non sottrae lavoro alla parte tradizionale dei lavoratori occupati.

Per quanto riguarda i dati relativi ai flussi di occupati e licenziati, si evidenziano oltre 500.000 posti di lavoro stabili aggiunti nel corso degli ultimi 12 mesi, così come segnalato da tutti gli altri indicatori pubblicati di recente, se si procede a trasformare i flussi misurati in dati annualizzati per valutare l'effetto complessivo dei processi in corso.

Tale situazione non è certamente soddisfacente, ma l'imputato non è tanto il Jobs Act, quanto la politica economica che non riesce a fare espandere la produzione industriale e fare riprendere quindi la domanda complessiva di lavoro. Al Jobs Act rimane da chiedere conto del ritardo con cui partiranno i servizi al lavoro basati sui nuovi ammortizzatori sociali fatti di formazione e assegno di ricollocazione. Ciò renderà ancora più fluido il mercato del lavoro e favorirà l'incontro domanda/offerta, ma anche così non si creerà nuovo lavoro. Per questo sono più importanti le misure previste nei provvedimenti legati alla Legge di stabilità 2017.

L'enfasi generale si sta concentrando sulle misure di regolarizzazione fiscale offerta a chi ha cumulato risparmi in contanti frutto di evasione e sugli scivoli pensionistici. In realtà, le misure tese a sostenere la crescita sono state solo parzialmente enfatizzate, ma sono presenti in tutto il provvedimento. Visto il rinvio dei tagli all'Irpef generalizzati all'anno prossimo, mi pare da sottolineare il sostegno ai consumi dato da un incremento alle pensioni minime e dai provvedimenti per gli investimenti delle imprese. Sul reddito reale delle fasce più basse agiranno le revisioni delle pensioni, la disponibilità ai rinnovi contrattuali della Pa e continueranno ad agire gli sgravi fiscali e contributivi per accordi aziendali finalizzati ad aumentare la produttività.

Per le imprese il prolungamento, l'estensione e la rimodulazione al rialzo per l'ammortamento di investimenti produttivi è la misura ritenuta più utile per sostenere la fiducia in una ripresa della crescita. fSe è certamente vero che il panorama internazionale e anche le fibrillazioni sulla stabilità nazionale in vista del referendum di dicembre hanno una influenza sugli animal spirits imprenditoriali alquanto deprimente, è altrettanto vero che è proprio in questo periodo che bisogna sostenere chi ha pensieri lunghi e vuole investire per contribuire alla ripresa con innovazione sia di processo produttivo che nei prodotti.