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CONTRATTI STATALI / Dipendenti pubblici, aumento stipendi: la variabile della crescita economica (oggi, 6 ottobre 2016)

Contratti statali, aumento stipendi dei dipendenti pubblici: le ultime notizie live di oggi 6 ottobre 2016, il nodo della legge-Brunetta e i premi a cascata o bloccati. Fondi e polemiche

Contratti Statali (Foto: LaPresse) Contratti Statali (Foto: LaPresse)

Non c'è ancora certezza sul rinnovo dei contratti statali. Deve infatti essere stabilito lo stanziamento per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. E l'aumento in busta paga, sottolinea Businessonline, sarà chiaro solo quando si conoscerà l'esatto budget destinato dal governo al rinnovo dei contratti statali. La prossima settimana è in programma prima la riunione delle commissioni Bilancio delle Camere e poi il governo invierà alle istituzioni europee il Documento programmatico di bilancio sul rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità. Dopo sarà presentato alle Camere il disegno di legge di bilancio e si potrà capire di più sulle intenzioni del governo sullo stanziamento per il rinnovo dei contratti statali, cioè se è reale l'ipotesi di un budget di 700 milioni di euro. La variabile decisiva per lo sblocco del contratto degli statali sarebbe infatti la crescita economica. Su questo il premier Renzi ha dichiarato che "la crescita è ripartita", anche se è come "una macchina con il freno a mano ancora tirato".

Contratti statali, come toccare un nervo scoperto in questo intricato periodo politico ed economico per il governo Renzi: le promesse e l’inserimento nella nota di aggiornamento Def - Documento Economia e Finanza - del rinnovo per gli stipendi dei lavoratori pubblici e poi però anche le grandi polemiche per la mancanza di certezze sui tempi e soprattutto i costi della nuova norma sull’aumento dei contratti. Il caos regna sovrano e anche le promesse di finire entro il 15 settembre praticamente l’intero impianto della nuova legge sui contratti statali sono slittate: ora bisognerà aspettare almeno la fine delle contrattazioni in Europa dove Renzi dovrà presentare le legge di Stabilità. A quel punto si avranno le idee più chiare, si auspicano anche i sindacati di categoria, anche sui fondi - che dovrebbero aggirarsi sui famosi 700 milioni di euro - ma fino ad allora ogni discussione è buona per rimettere al centro i punti più nodosi della legge Brunetta, l’ultima in campo settore pubblico che ha creato parecchi problemi negli ultimi 8 anni. Come ha illustrato sul Firenze Post, il già prefetto di Firenze Paolo Padoin, il nodo che rimane da sciogliere è il superamento della legge Brunetta sui premi. «Nessun sindacato è disposto a mettere una firma in calce ad un contratto che esclude per legge un quarto dei lavoratori dal salario accessorio. Il ministro Madia, dal canto suo, è disponibile a congelare le regole della Brunetta, ma a patto che i sindacati indichino un criterio altrettanto rigido che impedisca che i premi vengano distribuiti a pioggia». In questa direzione, Cgil, Cisl e Uil hanno già presentato una proposta all’Aran che prevede in sintesi una «responsabilizzazione dei dipendenti nel definire gli obiettivi». Resta da capire cosa deciderà il ministro Madia e se si arriverà al finale accordo proprio con i sindacati che sono al momento sul piede di guerra.

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