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Lavoro

SPILLO/ Gig, l'illusione dei "lavoretti" per i giovani italiani

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Invece è quel che accade, periodicamente anche a opera di testimonial imprevedibili che ne decantano le virtù. Non va bene. Non si può sostituire il certo con l’incerto. Uno stipendio da 20, 30 mila euro all’anno - fisso - rappresenta una base che in molti piccoli centri italiani è sufficiente per vivere con un po’ di decoro, si può anche chiedere un piccolo mutuo per una casetta, anche se nelle metropoli si fa fatica a tirare la fine del mese; ma intascare quattrocento o cinquecento euro al mese, senza mai esser sicuri che entreranno anche il mese prossimo, non è un’ammissibile alternativa.

A tutti i ragazzi che si prodigano in questi “lavoretti” va la simpatia e il massimo sostegno, molto meglio che si cimentino così piuttosto che si lascino tentare dalle seduzioni delle scorciatoie illegali - e quante ce ne sono, soprattutto al Sud - o sprofondino nell’abulia del “Neet”, quello che non studia più, ma neanche ha più la determinazione per cercare un lavoro che gli sfugge. Però, non diciamogli che consegnando sushi e tempura a domicilio hanno risolto i loro problemi e magari devono essere anche contenti “perché così intanto fanno sport”.

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COMMENTI
14/11/2016 - Commento (francesco taddei)

Luciano ringrazi le riforme Biagi e le agenzie interinali che campano grazie alla precarietà' del lavoro che qui vengono pubblicizzate.