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JOBS ACT/ Colli-Lanzi (Gi Group): funziona, somministrazione boom anche nel 2016

"Il boom della somministrazione di lavoro è proseguito anche nel 2016", dice STEFANO COLLI-LANZI, Ceo di Gi Group. Dal Jobs Act fiducia reale nei nuovi operatori di mercato.

Stefano Colli-Lanzi, Ceo di Gi Group Stefano Colli-Lanzi, Ceo di Gi Group

"La somministrazione di lavoro? Sta andando bene anche nel 2016. Le cifre sono importanti ma lo è più ancora il radicamente del modello, la convinzione diffusa e motivata che il mercato del lavoro italiano possa cambiare, che stia cambiando per davvero". Anche Stefano Colli-Lanzi, presidente e amministratore delegato di Gi Group e vicepresidente di Assolavoro ha preso nota delle ultime rilevazioni dell'Osservatorio Inps. Nel 2015 i lavoratori con contratto di somministrazione sono aumentati del 16% fino a quasi 600mila unità. In larghissima maggioranza (91%) si è trattato di lavoratori a tempo determinato: in media per 114 giorni retribuiti con un reddito medio di 8.200 euro  "Sono cifre che descrivono con puntualità quanto è effettivamente accaduto nel 2015 relativamente all’ottimo andamento del mercato del lavoro: e i valori che abbiamo registrato in Gi Group confermano in pieno questi dati medi di crescita".

Alla base del boom c'è il Jobs Act?

L’effetto-riforma c’è stato: non è la prima volta che mi trovo a dirlo. L'impatto principale ha spostato la flessibilità in entrata verso contratti maggiormente tutelanti il lavoratore, quali il tempo indeterminato e la somministrazione di lavoro tramite agenzia. E sicuramente chi domanda occupazione, giovane o meno che sia, si sta sempre più rendendo conto che le Agenzie per il lavoro rappresentano la strada maestra per l’accesso a posti di lavoro in cui i diritti sono pienamente tutelati.

Gi Group ha evidenza di una conferma del trend nel 2016?

Si, il trend, con cifre leggermente più contenute, ma pur sempre attorno al 10%, si sta confermando anche nel 2016. L’esperienza fatta ha dimostrato con evidenza che il costo del lavoro in Italia è un serio ostacolo alla creazione di nuovi posti lavoro: bisogna dunque continuare con le politiche di decontribuzione, recuperando le risorse economiche necessarie tagliando la spesa pubblica improduttiva.

Fin dove può arrivare, secondo le vostre ipotesi e stime, il mercato del lavoro somministrato?

Oggi in Europa il tasso di penetrazione medio del lavoro somministrato è pari all’1,8% della forza lavoro, con punte di oltre il 2% in Francia, 2,7% in Olanda e 3,9% in UK. In Italia siamo solo all’1%. Riteniamo ipotizzabile andare verso un raddoppio in tempi rapidi del nostro mercato domestico, quantomeno per avvicinarci ai cugini francesi.

La nuova regolamentazione è in via di implementazione: a quali miglioramenti è opportuno prestare attenzione?

Dal punto di vista regolamentare c’è un’ultima miglioria da apportare, per allineare la nostra legislazione in materia, peraltro tra le migliori al mondo, alle indicazioni suggerite dalla direttiva europea 104/2008: il superamento della potestà riconosciuta ai contratti collettivi nazionali di mettere dei limiti quantitativi all’utilizzo dei lavoratori somministrati. Finché permangono, non stupiamoci se poi esplode il fenomeno dei voucher!

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