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Contratti statali/ Dipendenti pubblici, aumento stipendi: risorse anche per nuove assunzioni e bonus 80 euro forze dell’ordine? (Oggi 3 novembre 2016)

Contratti statali, dipendenti pubblici, aumento stipendi: tempi stretti per il rinnovo. Ultime notizie oggi, 3 novembre 2016 in aggiornamento in tempo reale

Immagini di repertorio (LaPresse) Immagini di repertorio (LaPresse)

Il rinnovo dei contratti statali è oggetto di discussione in queste settimane, in attesa che sia avviata la trattativa tra governo e parti sociali dopo gli incontri dei mesi scorsi con i sindacati all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Uno dei nodi da sciogliere resta quello dello stanziamento per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Come ricorda Forexinfo.it, le risorse che il governo Renzi avrebbe stanziato a favore della Pubblica Amministrazione non sarebbero usate solo per il rinnovo dei contratti statali. Una parte infatti di questo budget dovrebbe essere utilizzato "per finanziare le nuove assunzioni nel pubblico impiego annunciate proprio dal premier Renzi e per coprire la misura del bonus di 80 euro destinato alle forze dell’ordine, in vigore a partire da quest’anno".

Potrebbe esserci un rinvio del rinnovo dei contratti statali bloccati dal 2009 e che dopo sette anni dovranno essere rinnovati in base a una sentenza della Corte Costituzionale. Ma, come sottolinea Forexinfo.it, si dovrà ancora aspettare per avere le idee più chiare sull'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Nella Legge di Stabilità che è in approvazione in questi giorni alla Camera è stato inserito un impegno di spesa da parte del governo per quanto riguarda il rinnovo dei contratti statali. Si tratta di quasi 2 miliardi di euro che l’esecutivo ha deciso di stanziare per la riforma della Pubblica Amministrazione: le risorse però non saranno utilizzate solo per il rinnovo dei contratti statali ma anche per sbloccare le assunzioni nelle forze dell’ordine. E in base alle ultime indiscrezioni pare che la riforma della pubblica amministrazione sarà definita meglio subito dopo il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre o addirittura nel 2017.

Rientra nella legge di Bilancio del 2017 lo stanziamento per il rinnovo dei contratti statali: nel disegno di legge sono infatti contenute le risorse per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Ma, come riporta il Sole 24 Ore, ci sarebbero ancora delle incognite sulle nuove risorse. Lo stanziamento previsto per quest'anno per il rinnovo dei contratti statali si aggiungerebbe infatti ai 300 milioni di euro già previsti dalla legge di Stabilità del 2016. Con le risorse già destinate lo scorso anno "si poteva garantire un aumento medio dello 0,4% del monte salari; con le nuove si può stimare, nella ipotesi più ottimistica di destinazione a questa finalità di tutte le risorse aggiuntive, un incremento medio di poco meno del 2% nel 2017 e di un ulteriore 0,5% nel 2018". Nei prossimi giorni sono attese le trattative tra governo e sindacati sulla questione del rinnovo dei contratti statali che sono ormai bloccati da sette anni.

Si fanno più stretti i tempi per il rinnovo dei contratti statali che dovranno essere sbloccati dopo uno stallo di 7 anni. Il nodo principale della trattativa per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici resta quello dello stanziamento ipotizzato dal governo. I sindacati hanno infatti contestato le cifre e hanno annunciato una mobilitazione in piazza a Roma il prossimo 12 novembre. Gli aumenti dei contratti statali sarebbero poi legati al reddito: la cifra di cui si parla, come riporta Businessonline, si aggira intorno agli 80.000 euro. Sarebbero quindi esclusi i dirigenti mentre per gli altri dipendenti gli aumenti dovrebbero essere legati alla produttività. Nei prossimi giorni si entrerà nella fase clou della trattativa per il rinnovo dei contratti statali. Con la presentazione della legge di Bilancio in Parlamento le commissioni potranno proporre modifiche a quanto previsto dal governo: tutto dovrà però avvenire in tempi brevi, visto il ritardo con cui i testi sono stati depositati.

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