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RIFORMA PENSIONI 2016/ Cumulo contributivo, la novità per lasciare prima il lavoro

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Ma chi può usufruire del cumulo gratuito? Inizialmente il cumulo era previsto per tutti i lavoratori dipendenti, quelli autonomi iscritti alla gestione separata Inps e alle altre forme sostitutive dell’istituto nazionale. Erano, quindi, esclusi tutti i professionisti iscritti alle Casse di previdenza professionali. Nell’iter di approvazione della legge un emendamento ha esteso l’intervento anche a quest’ultimi, prevedendo lo stanziamento di ulteriori 210 milioni per i primi tre anni. Grazie a questa nuova possibilità, nei prossimi tre anni potranno pensionarsi tra i 34.000 e i 35.000 professionisti che, sfruttando il cumulo, raggiungeranno prima il diritto alla pensione. Negli anni successivi, è stato stimato che la platea di coloro che potranno trarre vantaggi dal cumulo dei contributi nelle casse professionali sarà di circa 13.000-15.000 professionisti all’anno.

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COMMENTI
16/12/2016 - Dati ufficiali ISTAT:svelano falsità neoliberiste (Michele Ballarini)

80 mila pensionati in meno: “Tra il 2014 e il 2015 il numero di pensionati scende di 80 mila unità. Negli ultimi due anni,così come nel biennio precedente,i nuovi pensionati sono meno numerosi dei pensionati cessati, quelli cioè che nello stesso periodo hanno smesso di percepire trattamenti (641 mila contro 721 mila)”. Pensioni più basse: “I redditi dei nuovi pensionati sono mediamente inferiori a quelli dei cessati (15.197 euro vs 16.015 euro) e a quelli dei pensionati sopravviventi (17.411 euro)”. Spessissimo i pensionati vivono in coppia con i figli. I giovani e meno giovani disoccupati, precari o al lavoro nero con voucher, vittime di decenni di politiche liberiste del mercato del lavoro, per ora si rifugiano, specialmente al sud, da genitori-nonni pensionati per evitare il rischio di assoluta povertà. Insomma i numeri ancora una volta parlano da soli di una certa realtà sociale; basta saperli ascoltare e comunque a guardarsi intorno non ci può essere poi tanta meraviglia rispetto al “focus” Istat. Gli anziani vanno in pensione sempre più tardi “grazie” alla legge Fornero. Le pensioni sono sempre più basse a seguito dei nuovi parametri di calcolo e il blocco delle rivalutazioni fa il resto (naturalmente le pensioni d’oro sono escluse da questo discorso). A questa realtà, dal 1° maggio 2017, si potrebbero aggiungere, con l’applicazione dell’ Ape, ancora altre due categorie: l’a-pensionato con indennità/sussidio sociale e l’a-pensionato volontario (?)con debito ventennale.