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RIFORMA PENSIONI 2016/ Cumulo contributivo, la novità per lasciare prima il lavoro

La riforma delle pensioni contenute nella Legge di stabilità, appena approvata dal Senato, introduce il nuovo regime di cumulo gratuito dei contributi. Ce ne parla GABRIELE FAVA

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La Legge di bilancio 2017, approvata in via definitiva dal Senato senza modifiche, reca importanti interventi sulle pensioni come le misure sull’anticipo pensionistico (cosiddetto Ape), l’ottava salvaguardia per gli esodati e l’aumento della quattordicesima per le pensioni più basse. Tra le novità risalta, inoltre, il nuovo regime di cumulo gratuito dei contributi previdenziali. La questione della “somma” dei diversi periodi contributivi maturati negli anni dai lavoratori presso gestioni previdenziali differenti necessitava, sicuramente, di un intervento atto a migliorare l’attuale normativa. Sempre più spesso, infatti, un lavoratore, trovandosi nella situazione di dover cambiare lavoro e passando più volte da un’attività autonoma a una di tipo subordinato, si ritrova ad aver maturato “pezzi” di pensione presso più istituti previdenziali. Le possibili soluzioni a questo problema erano, fino a oggi, la ricongiunzione e la totalizzazione. 

La ricongiunzione è una misura che permette, a titolo oneroso, di trasferire tutti i contributi versati in gestioni differenti, accentrandoli all’interno di un’unica gestione Inps che, attraverso le proprie regole di calcolo, erogherà la pensione. Questo sistema consente di gestire tutti i contributi versati in differenti casse come se fossero stati erogati, fin dall’inizio, alla gestione di destinazione Inps in cui vengono fatti confluire i vari flussi. I costidella ricongiunzione non sono fissi, ma variano in base all’età e agli anni che devono essere accorpati.

La totalizzazione, pur essendo a titolo gratuito, esegue il calcolo della pensione totale attraverso il metodo contributivo e, quindi, dà luogo a un importo meno vantaggioso. La minore convenienza è dettata dal fatto che il computo della pensione viene determinato in funzione dei contributi versati durante la vita lavorativa e non, come nel metodo retributivo, sulla base delle ultime retribuzioni percepite.

La Legge di bilancio 2017 amplia e potenzia la terza soluzione: il cumulo gratuito. Esso può essere d’aiuto a tutti i lavoratori che versano nella situazione di non riuscire ad andare in pensione o a ricorrere a quella anticipataperché i loro contributi sono stati accreditati in gestioni diverse. Ilcumulo gratuito, in verità, è stato previsto, anche se in una forma più limitata, già con la Legge di stabilità 2013. Il suo funzionamento è simile a quello della totalizzazione, ma appare più conveniente poichéconsente di sommare i contributi maturati in ogni gestione gratuitamente e senza l’obbligo di adottare il sistema contributivo. La pensione viene calcolata attraverso il metodo retributivo, cioè secondo le regole previste da ogni fondo, e l’assegno finale è composto da ogni ente previdenziale pro-rata con le regole in vigore in ciascuna gestione.

La differenza sostanziale rispetto al passato è che con la Legge di Bilancio 2017, il cumulo gratuito non viene consentito solo per raggiungere la pensione di vecchiaia, di inabilità o quella per i superstiti, ma anche per quella di anzianità, cioè per il pensionamento anticipato di coloro che hanno pagato contributi in più gestioni differenti.


COMMENTI
16/12/2016 - Dati ufficiali ISTAT:svelano falsità neoliberiste (Michele Ballarini)

80 mila pensionati in meno: “Tra il 2014 e il 2015 il numero di pensionati scende di 80 mila unità. Negli ultimi due anni,così come nel biennio precedente,i nuovi pensionati sono meno numerosi dei pensionati cessati, quelli cioè che nello stesso periodo hanno smesso di percepire trattamenti (641 mila contro 721 mila)”. Pensioni più basse: “I redditi dei nuovi pensionati sono mediamente inferiori a quelli dei cessati (15.197 euro vs 16.015 euro) e a quelli dei pensionati sopravviventi (17.411 euro)”. Spessissimo i pensionati vivono in coppia con i figli. I giovani e meno giovani disoccupati, precari o al lavoro nero con voucher, vittime di decenni di politiche liberiste del mercato del lavoro, per ora si rifugiano, specialmente al sud, da genitori-nonni pensionati per evitare il rischio di assoluta povertà. Insomma i numeri ancora una volta parlano da soli di una certa realtà sociale; basta saperli ascoltare e comunque a guardarsi intorno non ci può essere poi tanta meraviglia rispetto al “focus” Istat. Gli anziani vanno in pensione sempre più tardi “grazie” alla legge Fornero. Le pensioni sono sempre più basse a seguito dei nuovi parametri di calcolo e il blocco delle rivalutazioni fa il resto (naturalmente le pensioni d’oro sono escluse da questo discorso). A questa realtà, dal 1° maggio 2017, si potrebbero aggiungere, con l’applicazione dell’ Ape, ancora altre due categorie: l’a-pensionato con indennità/sussidio sociale e l’a-pensionato volontario (?)con debito ventennale.