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CONTRATTI STATALI / Rinnovo e aumento stipendi dipendenti: Madia resta nel Governo per i decreti attuativi? (Ultime notizie oggi 11 dicembre 2016)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti: l'accordo governo-sindacati è in standby per la crisi dell'Esecutivo? Ultime notizie oggi 11 dicembre 2016, in aggiornamento live

Immagini di repertorio (LaPresse) Immagini di repertorio (LaPresse)

Sul fronte dei contratti statali e dei rinnovi nel settore del pubblico impiego, pesa come un macigno la crisi di governo che rischia di mettere in discussione le tante voci ancora non risolte della Riforma Pubblica Amministrazione. Rischia infatti lo stop sia la partita dei furbetti del cartellino, sulla quale il governo si era ripromesso di intervenire dopo che la Corte Costituzionale ha acceso il faro su tre decreti delegati della riforma Madia per la mancata concertazione con le Regioni. Ma fermo rischia di rimanere anche il fronte del rinnovo e aumento degli stipendi: il rinnovo del contratto degli statali infatti necessita di essere formalizzato in un atto di indirizzo del ministero. Per questo motivo in queste ore in cui il neo premier Gentiloni sta formando la nuova squadra di governo si pensa ad una riconferma “costretta” al Ministero della Pubblica Amministrazione di Marianna Madia: non ha convinto in tanti addetti ai lavori sul settore statali, eppure Gentiloni pare riconfermarla proprio per permettere di semplificare la messa a punto dei decreti attuativi sulla riforma Pa.

Con la crisi di governo che volge verso il termine, anche la situazione dei contratti statali, del rinnovo promesso dall’accordo Madia-Sindacati poco prima del referendum costituzionale, potrebbe cambiare. A breve Gentiloni sarà incaricato premier e il Consiglio dei Ministri verrà stilato se non già in serata, al massimo entro domani: questo significa che anche sul fronte Pubblica Amministrazione e Scuola si potrebbe avere due nuovi interlocutori per i prossimi mesi: il sindacato Usb, da sempre critico con il Miur e con il ministero PA per la situazione dei docenti precari, ha voluto spedire una lettera al futuro inquilino del Miur per ribadire le proprie specifiche richieste. «I lavoratori della scuola, a cui è stata sordamente imposta la legge 107, hanno ampiamente contribuito all’esito del referendum, mandando un messaggio politico chiaro non solo a Renzi e al suo governo, ma anche a chi verrà dopo. Chiediamo, perciò, fin d’ora al futuro ministro dell’istruzione di impegnarsi ad abrogare la legge 107, rimediando così ai gravissimi danni da essa causati». I punti richiesti sono tra gli altri, abolire «il bonus per il merito degli insegnanti, che sta creando rapporti clientelari all’interno della scuola, laddove dovrebbe prevalere lo spirito di cooperazione tra i lavoratori e la democrazia dovrebbe essere insegnata in primis attraverso l’esempio», e in secondo luogo togliere «i fondi destinati al finanziamento diretto delle scuole private, risorse evidentemente sottratte alla scuola statale e al rinnovo del contratto».

C'è incertezza sul rinnovo dei contratti statali dopo la soddisfazione di Cgil, Cisl e Uil per l'intesa politica che era stata raggiunta lo scorso 30 novembre. Dopo sette anni di blocco il governo e i sindacati avevano infatti siglato un accordo quadro per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici che erano fermi dal 2009. L'accordo sul rinnovo dei contratti statali prevedeva un incremento di 85 euro medi lordi per i lavoratori: all'intesa però doveva seguire tutta la parte tecnica e operativa che ora, con la crisi di governo in corso, rischia di saltare. Per concretizzare il rinnovo dei contratti statali occorre scrivere entro febbraio il nuovo Testo unico sul pubblico impiego. L'accordo sull'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici potrebbe invece essere messo in standby proprio a causa della crisi di governo che si è aperta con le dimissioni del premier Matteo Renzi in seguito all'esito del voto sul referendum costituzionale.

Se ci sono dubbi sul rinnovo dei contratti statali - il cui accordo politico per un aumento di 85 euro medi lordi degli stipendi dei dipendenti pubblici è stato trovato nei giorni scorsi tra governo e sindacati - il bonus 80 euro avrebbe un destino diverso. E sarebbero le forze dell'ordine a poter essere contente. Il rinnovo del bonus di 80 euro, riporta Businessonline, sarebbe "pressoché scontato per gli appartenenti a Polizia di Stato; Carabinieri; Guardia di Finanza; Corpo Forestale; Polizia penitenziaria; Vigili del Fuoco; Aeronautica Militare; Esercito Italiano; Marina Militare; Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana; Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana; Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta; Capitanerie di Porto". Quella del bonus di 80 euro, rispetto al bonus per i lavoratori dipendenti, era infatti una misura in vigore solo per il 2016 ma con la Legge di Bilancio 2017 è stata estesa anche per il prossimo anno.

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