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Lavoro

CONTRATTI STATALI/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti: tutti i capitoli in sospeso (ultime notizie oggi 14 dicembre 2016)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti. La richiesta della Uil al nuovo esecutivo: “il governo dia continuità a precedenti intese” (ultime notizie oggi 14 dicembre 2016) 

Immagini di repertorio (LaPresse)Immagini di repertorio (LaPresse)

Il rinnovo dei contratti statali continua a tenere banco vista la crisi di governo che il nostro paese ha vissuto in questi giorni. Oggi il nuovo governo Gentiloni ha ricevuto la fiducia anche al Senato, dopo quella ieri alla Camera: i dipendenti pubblici aspettano di sapere se il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia (che è stato confermato) rispetterà l'accordo firmato con i sindacati lo scorso 30 novembre. L'intesa prevedeva l'aumento dei contratti statali di 85 euro medi lordi: dopo la firma era atteso l'avvio della trattativa vera e propria all'Aran. Ma i capitoli in sospeso per il nuovo governo non riguardano solo il rinnovo dei contratti statali. Come ricorda Businessonline, c'è una fitta serie di scadenze che va "dalle partecipate al digitale, passando per lo sblocco delle grandi opere". Inoltre "entro la fine dell'anno le società a partecipazione pubblica dovranno adeguare i loro statuti alle novità del decreto Madia, mentre ancora si attende il provvedimento con i nuovi tetti retributivi. E ancora: entro il 23 dicembre prende il via il Freedom of Information Act italiano, ovvero il libero accesso agli atti della pubblica amministrazione. Entro il 31 dicembre, le amministrazioni sono chiamate a comunicare al Ministero i dati sulle auto blu, per evitare sanzioni". Poi per l'11 gennaio è prevista "la messa a punto dei criteri per la selezione dei progetti a cui applicare la corsia preferenziale, il cosiddetto sblocca-opere". E il 14 gennaio sarà il giorno dello switch off dalla carta al digitale.

Resta ancora sul tavolo la questione del rinnovo dei contratti statali dopo la firma dell'intesa tra governo e sindacati arrivata lo scorso 30 novembre. La palla dello sblocco dei contratti statali fermi da sette anni passa infatti ora al nuovo governo guidato da Paolo Gentiloni con il Testo unico che dovrà essere scritto entro febbraio. Resta però l'incertezza sui tempi tecnici: come ricorda Businessonline infatti ci sono ancora tutti i dettagli operativi da definire. L'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici, secondo quanto stabilito nell'accordo quadro, sarà di 85 euro medi lordi. Si tratta di una somma che non andrà a intaccare il bonus di 80 euro, già percepito dai lavoratori. Nei prossimi giorni vedremo quali saranno le mosse del nuovo governo, nel quale è stata confermata Marianna Madia come ministro della Pubblica Amministrazione, sul rinnovo dei contratti statali.

Il nuovo governo porterà avanti il rinnovo dei contratti statali? E' questa la domanda che si stanno ponendo in questi giorni i dipendenti pubblici che da sette anni attendevano l'aumento degli stipendi. L'accordo politico per 85 euro medi lordi di incremento degli stipendi degli statali è arrivato lo scorso 30 novembre. Come noto l'intesa è stata raggiunta a pochi giorni dal voto per il referendum costituzionale che poi, con la bocciatura da parte degli italiani della riforma della Costituzione, ha portato alle dimissioni del premier Renzi. Nel nuovo governo guidato da Gentiloni il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia che aveva firmato il rinnovo dei contratti statali con i sindacati è stata confermata: questo potrebbe aver scongiurato l'incertezza sulla continuazione della trattativa vera e propria. Anche se restano ancora alcune incognite tra cui quella che riguarda la decisione, a fine gennaio, della Corte Costituzionale sulla legge elettorale: il rinnovo dei contratti statali potrebbe subire un rallentamento? Su questo ecco che cosa ha dichiarato il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, come si legge sul sito del sindacato: "Auguriamo buon lavoro al nuovo Governo chiedendo che ci sia una continuità nel rafforzamento e nell’attuazione delle precedenti intese sulla previdenza, sul lavoro, e per la messa in sicurezza del Paese. Per quanto ci riguarda, siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte nell’interesse dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani in cerca di lavoro".

Non solo gli 85 euro medi lordi per il rinnovo dei contratti statali ma anche gli 80 euro per le forze dell'ordine. Sono questi i due capitoli che riguardano l'accordo sull'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Come ricorda Businessonline, il denaro è stato stanziato ma ci potrebbe essere ancora un margine di incertezza legato alla crisi di governo e alla formazione del nuovo esecutivo: se dovesse saltare il rinnovo dei contratti statali salterebbero anche tutte le nuove regole. Alla guida del ministero della Pubblica amministrazione è stata confermata Marianna Madia e questo potrebbe favorire la realizzazione dell'accordo politico tra governo e sindacati dello scorso 30 novembre proprio sull'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. I prossimi mesi, quelli in cui dovrebbe svolgersi la trattativa vera e propria dopo l'intesa politica, saranno però delicati visto che a gennaio la Corte Costituzionale deciderà sulla legge elettorale: questo potrebbe bloccare il rinnovo dei contratti statali fermi da sette anni?

Sul rinnovo dei contratti statali i dipendenti pubblici si chiedono in queste ore quali saranno le prossime tappe dell'iter. Con il nuovo governo Gentiloni è arrivata infatti la conferma di Marianna Madia come ministro della Pubblica Amministrazione. Dunque questo passo potrebbe essere una buona notizia per il proseguimento dell'iter di sblocco dei contratti statali che erano fermi da sette anni. Le prossime tappe per arrivare all'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici, dopo la firma dell'accordo politico lo scorso 30 novembre tra governo e sindacati, sono attese nei prossimi mesi e febbraio dovrebbe essere quello decisivo. Come ricorda Businessonline, la "creazione di un fondo da 1,48 miliardi di euro nel 2017 e 1,93 miliardi nel 2018" potrebbe però non bastare: "serve l'indicazione precisa delle risorse da allocare a questa voce e una ridefizione delle regole sul rapporto di lavoro".

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