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Jobs Act / Riforma del lavoro: ipotesi referendum. Renzi detta la linea per il Pd: "È intoccabile" (ultime notizie oggi 15 dicembre 2016)

Jobs Act, ipotesi referendum per la riforma del lavoro. Renzi detta la linea per il Pd: "È intoccabile". Le ultime notizie di oggi 15 dicembre 2016 e tutti gli aggiornamenti in diretta.

Ministero del Lavoro (Foto: LaPresse) Ministero del Lavoro (Foto: LaPresse)

Scontro sul Jobs Act: superata la bufera scoppiata per il referendum costituzionale, irrompe la riforma del diritto del lavoro promossa dal Governo Renzi. Bomba ad orologeria per il premier Gentiloni? Lo scontro è scoppiato dopo che la Consulta ha annunciato che l'11 gennaio 2017 verrà avviato l'esame sull'ammissibilità delle tre richieste relative al referendum abrogativo proposto dalla Cgil, che ha raccolto 3 milioni di firme. L'obiettivo del sindacato è abrogare le norme sui licenziamenti illegittimi e quindi superare la tutela reale dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, sostituendola con l'indennizzo economico; inoltre, si chiede di abrogare le norme sui "voucher" e il lavoro accessorio, oltre che di cancellare la limitazione sulla responsabilità solidale per quanto riguarda gli appalti. Se la Consulta desse il suo via libera, il referendum sul Jobs Act si svolgerebbe tra il 15 aprile e il 15 giugno. Potrebbe, invece, saltare se il Parlamento approvasse una nuova legge - ma l'ipotesi appare improbabile con l'attuale maggioranza - o se venissero sciolte anticipatamente le Camere per andare al voto. In quest'ultimo caso il referendum slitterebbe di un anno.

Il Jobs Act torna d'attualità con la richiesta da parte della Cgil di un referendum abrogativo, ma per Matteo Renzi non si tocca. L'ipotesi di rivedere la legge non è presa in considerazione dall'ex premier, secondo cui - come riportato da La Stampa - la reintroduzione dell'articolo 18 equivarrebbe a dire "ragazzi abbiamo scherzato". Inoltre, per Renzi il giorno dopo si verificherebbe un "downgrading per l'Italia dalle agenzie di rating". Il rischio di una seconda sconfitta nel giro di pochi mesi, dopo quella del referendum costituzionale, spaventa Renzi, che sta preparando il suo ritorno con le elezioni politiche. Puntare tutto sull'astensione, come avvenuto per le trivelle, sarebbe una mossa troppo rischiosa per Renzi. L'alternativa sarebbe modificare il Jobs Act, ma senza toccare l'articolo 18, ma anche in questo caso Renzi si oppone. Nessuna marcia indietro, che verrebbe interpretata come una sconfessione di un elemento importante del "renzismo". Andare a elezioni entro giugno potrebbe essere una soluzione per evitare il referendum, ma conviene a Matteo Renzi?

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