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Lavoro

CONSIGLI NON RICHIESTI/ "L'agenda del merito" per aiutare economia e lavoro

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Pensiamo a gruppi sociali (i giovani, le donne, i lavoratori autonomi, le famiglie numerose) e territori (in particolare il Sud) che invece sono rimasti esclusi o hanno ricevute nella migliore occasione delle "mance" che li hanno intrappolati nel loro stato di disagio più che aiutarli ad uscirne. Un'agenda per il merito che consenta di includere tutte le fasce sociali, pur mantenendo e anzi aumentando la libertà economica e l'equità è quindi ancora più necessaria e centrale. Risulta quindi sempre più urgente creare le condizioni per uno sviluppo economico inclusivo, e per questo riteniamo sia utile proporre 5 misure iniziali per scongiurare il rischio di deserto economico e di "messicanizzazione" che si prospetta di fronte a noi:

1) No Tax per i primi 5 anni di reddito da lavoro e impresa e poi un aumento graduale della tassazione con vantaggi per le aree territoriali depresse. Non ha infatti senso che chi è appena entrato sul mercato del lavoro o ne sia appena stato espulso o abbia creato un'impresa debba caricarsi di oneri sociali prima di essere in condizione di farlo.

2) Eliminazione del vincolo di versare i contributi pensionistici all'Inps, rendendo il settore previdenziale totalmente libero e volontario. Il sistema a ripartizione avrà sicuramente grossi problemi con una misura di questo genere, ma non ha senso mantenere un'iniquità così pesante tra le generazioni in particolare a sfavore dei giovani, degli autonomi e delle donne.

3) Rilancio di un quoziente famigliare che abbassi la pressione fiscale per le famiglie numerose. La crescita e la sostenibilità della nostra società passa in buona parte da un tasso di natalità accettabile che al momento è in continua discesa.

4) Creazione di un contratto di lavoro a tutele decrescenti e applicato a tutti i contratti di lavoro sia del pubblico che del privato. Questo consentirebbe un patto orientato alla produttività tra organizzazioni e lavoratori invece che un patto a danneggiarsi l'un l'altro

5) Creazione di una misura universale di sostegno economico e di misure di Politiche attive gestite da strutture (attenzione al flop del settore pubblico di Garanzia Giovani e di molti Centri pubblici per l'impiego!) che possono erogare contenuti formativi in grado di supportare le persone nel riposizionamento professionale in momenti di difficoltà o comunque negli inevitabili momenti di uscita dal sistema produttivo che una maggiore contendibilità potrebbe causare. 

La copertura di queste misure andrebbe cercata in un aumento della fiscalità su rendite improduttive e grandi patrimoni, oltre che su una riduzione del perimetro dello Stato. Cinque misure indispensabili per ridare vita a un Paese fermo e speranza alle nuove generazioni. Una visione che serva a tenere unita una società che si continuerà a dividere tra insider e outsider se ci si affanna solamente a sperimentare qualche alchimia pasticciata di sistemi elettorali e costituzionali.

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