BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

REFERENDUM JOBS ACT/ La battaglia nel Pd per "accaparrarsi" la Cgil

Susanna Camusso (Lapresse)Susanna Camusso (Lapresse)

Se non vogliamo, meglio, se non possiamo crederlo, allora non ci resta che pensare al peggio: il Pd si sta avvoltolando nell’ennesima polemica interna tutta proiettata a spostare qualche percentuale nei pesi interni delle diverse anime o sensibilità che dir si voglia. Sperando di conquistare il favore della Cgil, principale sostenitrice dei suddetti referendum, gli esponenti anti-renziani cavalcano un tema del quale conoscono perfettamente la “irresistibile leggerezza”, ma che in questo momento sognano di poter scagliare contro chi ha voluto quella legge, cioè il capo del loro partito. Incuranti che questo significhi, in prospettiva, spaccare le posizioni sindacali, riportare il Paese indietro di qualche anno, ricominciare a discutere su un argomento desueto. Ma soprattutto che ciò significa aver deciso, consciamente si spera perché se non se ne rendessero neppure conto sarebbe pure peggio, di non intervenire laddove ce ne sarebbe invece tanto bisogno: nel regolamentare la pratica del “voucher selvaggio”; nell’organizzare le reti di Centri per l’impiego; nel diffondere la cultura della formazione continua; nel sostenere i disoccupati nel loro percorso di reinserimento tramite le politiche attive per il lavoro e nel finanziare le politiche passive laddove esse possano eventualmente servire; nel puntellare le aziende nei mercati esteri; nel fare marketing per i nostri prodotti; nel collegare mondo dell’impresa e della ricerca; nell’aiutare le scuole e le imprese nella pratica dell’alternanza scuola-lavoro.

Quasi che aver perso il referendum avesse convinto tanti esponenti della maggioranza che adesso che la ricreazione è finita si può finalmente tornare a perdere (occasioni politiche ed elezioni) come ai bei tempi. Eh sì, forse forse (“a pensar male” diceva il divo Giulio …), si stava meglio quando si stava all’opposizione!

© Riproduzione Riservata.