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CONTRATTI STATALI / Aumento e rinnovo stipendi dipendenti: nodo sul superamento della Riforma Brunetta (oggi 18 dicembre 2016, ultime notizie)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti: i tecnici sono al lavoro. Ultime notizie oggi 18 dicembre 2016, in aggiornamento in tempo reale

Immagini di repertorio (LaPresse) Immagini di repertorio (LaPresse)

Sul nuovo Governo Gentiloni pesa come un macigno il rinnovo dei contratti statali e l’intero ambito della riforma sul pubblico lavoro che con Renzi doveva essere il fiore all’occhiello del suo mandato e che invece, tramite la Consulta, è stata smontata praticamente in tutti i suoi capisaldi. Resta l’accordo tra sindacati del 30 novembre scorso, prima della “catastrofe politica” del referendum per il Governo Renzi e da lì il nuovo esecutivo deve ripartire: aumento e rinnovo dei contratti per i dipendenti pubblici resta dunque uno dei punti cardine della “nuova” legislatura che per un anno dovrà traghettare verso le nuove elezioni, con il tema del lavoro e dei contratti tra i primissimi punti. I problemi però sono tanti: mancano le direttive per i quattro comparti della pubblica amministrazione, che il ministero deve inviare all’Aran. Entro febbraio dovrebbe essere varato il testo unico sul pubblico impiego previsto dalla riforma e necessario per superare, come prevede il verbale del 30 novembre, le previsioni della legge Brunetta sulla distribuzione del salario accessorio. Proprio questo punto resta il nodo più ostico, visto che per molti, anche all’interno dei sindacati, quello che deve essere superato e corretto è proprio il testo di Brunetta: l’intento nuovo è quello di rafforzare la contrattazione a scapito delle regole unilaterali pubblicistiche, come nota Firenze Post in uno suo recente approfondimento.

Sembra essersi rimesso in moto l'iter per il rinnovo dei contratti statali. L'intesa politica per lo sblocco era stata raggiunta lo scorso 30 novembre, prima della crisi di governo, tra il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia e i sindacati. Dopo le dimissioni del premier Matteo Renzi e l'incarico a Paolo Gentiloni per la formazione del nuovo esecutivo i dipendenti pubblici temevano che l'accordo quadro potesse subire uno stop. Il ministro Madia è stato però confermato al dicastero e questo, come sottolinea Businessonline, fa sì che non ci sia bisogno di passaggi preliminari: dunque i tecnici sarebbero al lavoro per la "scrittura della procedura operativa" sulla base dell'intesa con le forze sociali che prevede un aumento medio mensile di 85 euro lordi. Quindi Cgil, Cisl e Uil possono confermare la soddisfazione che avevano espresso all'indomani della firma dell'accordo politico per il rinnovo dei contratti statali bloccati da sette anni: i sindacati avevano accolto in maniera positiva l'intesa raggiunta sottolineando che aveva fatto ripartire la contrattazione.

Oltre al rinnovo dei contratti statali, con gli 85 euro medi lordi previsti dall'intesa raggiunta dal governo Renzi e da Cgil, Cils e Uil, c'è anche la questione del bonus 80 euro. Su questo versante, come riporta Businessonline, il comparto delle forze dell'ordine si è visto rinnovare il bonus di 80 euro in busta paga per i prossimi 12 mesi. Si tratta di una misura che coinvolge gli appartenenti a Polizia di Stato; Carabinieri; Guardia di Finanza; Corpo Forestale; Polizia penitenziaria; Vigili del Fuoco; Aeronautica Militare; Esercito Italiano; Marina Militare; Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana; Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana; Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta; Capitanerie di Porto. Per quanto riguarda invece l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici bloccati da sette anni si dovrà aspettare la conclusione della trattativa vera e propria sul rinnovo dei contratti statali dopo la firma dell'accordo politico dello scorso 30 novembre.

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