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Lavoro

SINDACATI E POLITICA/ La "staffetta" che aiuta il lavoro

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Sono questi i "famosi" corpi intermedi (e molti altri, comprese le associazioni laiche e religiose delle scuole e della sanità, ad esempio) che devono reinventarsi nel modo di parlare alle tante Italie descritte dal Censis e che, in parte, anch'essi organizzano: rappresentare con linguaggi adeguati e corrispondenti alle tante generazioni presenti, nuove risposte collettive ai bisogni emergenti (sempre in cima lavoro e reddito), strumenti di relazione veloci e incisivi, rotazione negli incarichi e nelle forme di rappresentanza stesse (non si sta a vita, altrimenti si diventa una burocrazia, volenti o nolenti).

Ad esempio (e non me ne vogliate), recentemente la Cisl ha predisposto un'associazione, denominata "vIVAce", che sta lanciando il proprio programma di aggregazione e tutela dei lavoratori free lance, degli autonomi non strutturati, quelli che si incontrano nei coworking dedicati e non (nelle grandi stazioni dei treni, ad esempio), quelli che da casa e in luoghi remoti si occupano di web e di ciò che ruota attorno e moltissime altre figure. Mi ha colpito questa innovazione organizzativa perché l'idea e la sua strutturazione sta avvenendo a cura di un gruppo misto e integrato di diverse figure: da giovani professionisti a sindacalisti trentenni dei settori atipici (somministrazione di lavoro, ad esempio), da rappresentanti di altre organizzazioni collaterali a studenti universitari. 

Questo ci fa dire che c'è un tempo per tutto, compreso l'avvicendamento di sindacalisti e professionisti della negoziazione che, finito il loro mandato, dovrebbero lasciare spazio ai giovani e sostenerli nel loro sviluppo, al massimo mettersi al loro servizio solo se richiesti: ne ho conosciuto alcuni, forse pochi, ma ciò mi fa ben sperare.

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