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CONTRATTI STATALI / Rinnovo e aumento stipendi dipendenti: rapporto Fpa, “la riforma ha un’urgenza capitale” (ultime notizie oggi, 19 dicembre 2016)

Contratti statali, rinnovo e aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Ultime notizie di oggi, 19 dicembre 2016: Pubblica Amministrazione, sindacati lodano azione Governo

Contratti Statali (Foto: LaPresse) Contratti Statali (Foto: LaPresse)

Mentre sulla vicenda strettamente legata ai Contratti Statali e al rinnovo dell’intero settore pubblico, rimasto per ora all’accordo scritto con Madia per l’aumento medio di 85 euro al mese, è sull’intero fronte della Pubblica Amministrazione che l’urgenza dei una riforma strutturata viene richiesta da più parti. Lo certifica il Forum Pa che nel suo annuale studio approfondito ha calcato l’attenzione quest’anno su “25 ANNI DI RIFORME DELLA PA: TROPPE NORME, POCHI TRAGUARDI”.  Il titolo della ricerca mette in luce l’indagine sugli ultimi 26 anni in cui 18 Governi, 15 diversi Ministri della Pubblica Amministrazione, 8 legislature e oltre 15 interventi legislativi hanno pensato e tentato di attuare riforme per essere “epocali” e risolutive. Un fallimento lungo quasi 30 anni che riporta alla stretta attualità di una riforma Pa sui contratti statali, sulle norme di pensione, sui contributi e sugli oneri lavorativi di tanti “furbetti”. Ecco un passaggio del Forum Pa che mette particolarmente in luce l’esigenza di una riforma assai produttiva: «Che le riforme siano più necessarie che mai, dimostra l’indagine, è un dato di fatto. La curva del PIL pro capite disegna oggi lo skyline di un paese che non ce la fa. Nel quale il persistere di una situazione di ristagno dell’economia - unitamente al divenire più fragili di alcuni degli asset culturali e sociali – sta deteriorando molti ambiti del benessere: l’istruzione e le competenze, l’occupazione, il reddito, l’abitazione, ecc. A ciò si aggiungano le valutazioni dell’Ocse, che con il suo “Better life index” relega l’Italia tra gli ultimi otto paesi per occupazione, ambiente, istruzione, sicurezza e soddisfazione».

Ora il governo è cambiato ma sul fronte del rinnovo dei contratti statali e dell’aumento degli stipendi del pubblico impiego, il ministro è rimasta la medesima e i decreti attuativi sono pronti per essere pubblicati da qui a qualche mese. Con Gentiloni al posto di Renzi, secondo alcune aree dei sindacati, il risultato non cambia ma questa volta in senso positivo. Durante l’ultima assemblea della Fp Cgil tenutasi in Sicilia a Messina, si è parlato e lungamente dell’azione delle politiche sul settore della Pubblica Amministrazione e sugli aumenti specifici degli stipendi statali: «Sul fronte degli 85 euro (impegno di incremento nel triennio) vorrei ricordare – ha detto Clara Crocè- che il  rinnovo dei  contratti sul versante salariale è in linea con quanto è stato fatto nei settori privati negli ultimi mesi ed  in funzione del rafforzamento  della contrattazione di secondo livello. E' un’inversione di tendenza rispetto a quelle politiche che hanno visto penalizzati i pubblici dipendenti». Secondo il sindacato che lo scorso 30 novembre ha firmato assieme ad altri l’accordo nazionale sulla Riforma Pa e sui contratti statali, «il rinnovo degli stipendi e la riconfermata del Ministro Madia è il segno inequivocabile della esigibilità dell'accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali il 30 novembre per l'avvio dei contratti delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici. Con la sottoscrizione dell’accordo abbiamo raggiunto l'obiettivo di aver smontato la riforma Brunetta e il processo di legificazione del rapporto di lavoro. Affermato il principio del superamento della pubblicizzazione del rapporto di lavoro per il personale non contrattualizzato, pensiamo al comparto dei forestali, dei vigili del fuoco, dei ricercatori in campo sanitario».

Se i sindacati plaudono alle novità dei contratti statali per l’azione di Governo del passato esecutivo Renzi, non si può dire lo stesso di alcune categorie di consumatori che non ritiene ancora abbastanza lo sforzo fatto sul settore del pubblico impiego. In una nota pubblicata sabato scorso, l’Adoc Andria sostiene che il Governo non abbia soddisfatto a pieno le aspettative degli impiegati nella Pubblica Amministrazione, proponendo ai lavoratori modiche 85 euro lorde in busta paga. «Si annuncia la partenza di ulteriori ricorsi collettivi volti a far ottenere ai dipendenti statali l’indennizzo loro spettante per l’illegittimo blocco delle retribuzioni. Sempre più numerosi sono i pubblici dipendenti che si sono determinati a fare causa allo Stato attraverso l’iniziativa dell’Adoc per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa del blocco dei contratti pubblici ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale», si legge nella nota. Nella contrattazione tra Governo e Sindacati sul tema dei rinnovi statali, l’Adoc Andria reputa ancora che i ritardi sono da imputare allo stato e sono davvero gravi: «gravi sono stati i ritardi da parte del Governo nel rinnovare i contratti, che, nonostante una precisa sentenza della Consulta, hanno prodotto ingenti perdite economiche ai lavoratori, che nel periodo 2010-novembre 2016 ammontano a più di 10.000 euro a dipendente. Per questo motivo, dopo le numerose pronunce dei tribunali che hanno dato ragione ai lavoratori, l’Adoc Andria ha deciso di far partire una nuova iniziativa legale collettiva».

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